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Asia Argento: «Chi mi conosce solo per i miei filmacci dice di me che sono raccomandata e cagna»

August 7, 2026

Il 13 agosto arriverà il riconoscimento che chiude un cerchio: Asia Argento riceverà il premio alla carriera al Festival di Locarno. Nello stesso contesto verrà presentato anche il suo ultimo lavoro, "Death Has No Master - La morte non ha padroni", il thriller politico ambientato in Venezuela già passato per il Festival di Cannes. Un momento che l'attrice e regista vive con l'entusiasmo di chi, dopo anni difficili, si sente finalmente riconosciuta per quello che è, e non solo per l'etichetta che le è stata cucita addosso.

Figlia d'arte in tutto e per tutto, con un padre come il regista Dario Argento e una madre come l'attrice Daria Nicolodi, Asia ha raccontato a Il Venerdì di Repubblica le radici profonde della sua scelta professionale: «Il desiderio di fare l'attrice nasce dal bisogno di essere vista a casa mia, ma non capitava mai». Una necessità che si scontrava con un carattere opposto a quello che il pubblico ha sempre immaginato: «Può non sembrare così ma sono sempre stata molto timida. Ho superato la mia naturale vergogna solo perché potevo fingere di esser qualcun'altra e ho scoperto che se non ero me stessa finalmente nessuno poteva prendermi in giro». Poi, però, sono arrivate le critiche, quelle che l'accompagnano ancora oggi.

Le critiche

È lei stessa a spiegare l'origine di un'etichetta che le pesa da anni. Dopo l'esperienza hollywoodiana, Argento ha lavorato a lungo in Francia, prendendo parte a pellicole di qualità che però non sono mai arrivate al pubblico italiano.

Il risultato è un cortocircuito che l'attrice denuncia: «Chi mi conosce solo per i miei filmacci dice di me che sono raccomandata e cagna». Nella stessa intervista, Argento non si sottrae a una riflessione più ampia sulla natura umana, lontana da ogni retorica consolatoria: «I soldi piacciono a tutti, anche a me. Fingiamo di vivere in una società civile, ma in realtà siamo come animali addomesticati, basta poco per risvegliare i nostri veri istinti. Per fortuna che ci sono le leggi, altrimenti ci scanneremmo». Una visione che ritorna, in forma narrativa, proprio nel film che la vede protagonista a Locarno.

Il ruolo da protagonista

Scritto e diretto dal regista venezuelano Jorge Thielen Armand, il film racconta la storia di Caro, donna italo-venezuelana che torna in Venezuela per vendere la piantagione di cacao ereditata da un padre con cui aveva interrotto ogni rapporto. Trovata la proprietà occupata dagli ex lavoratori del genitore, Caro sceglie lo scontro diretto invece della via legale, dando avvio a una spirale di violenza e nichilismo che riporta a galla il passato coloniale della famiglia e i traumi irrisolti della protagonista. In un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, Argento aveva raccontato quanto questo ruolo l'abbia messa alla prova: «Capisco più questo film di alcune commedie che ho girato negli ultimi anni e per le quali mi sono dovuta sforzare moltissimo, perché non ho il dono di far ridere. Nonostante questo, è stato un ruolo faticosissimo, mi ha portata al limite delle mie forze psichiche».


Ultimo aggiornamento: venerdì 7 agosto 2026, 18:42

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