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Asilo nido ’Bianca e Bernie’. La procura ha aperto un fascicolo. Per ora nessun avviso di garanzia

August 2, 2026
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La questione ha assunto la consistenza del procedimento penale. In Questura sentiti una cinquantina di genitori su due circostanze: entità delle rette e condizioni igienico-sanitarie.

L’ingresso di ’Bianca e Bernie’

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La procura ha aperto un fascicolo in merito al caso dell’asilo nido ’Bianca e Bernie’. Al momento, dato che non sono scattati avvisi di garanzia, è impossibile sapere quali siano le ipotesi di reato e quante le persone eventualmente già iscritte sul registro degli indagati. In ogni modo, l’esistenza del procedimento penale la si può dedurre dalla audizione di una cinquantina di genitori ascoltati in questura come persone informate sui fatti. Due per sommi capi le questioni - secondo quanto ci hanno riferito alcuni di loro - sulle quali gli inquirenti hanno fatto domande: l’entità delle rette e le condizioni igienico-sanitarie dei bimbi al ritorno a casa. Non è detto che le indagini vertano espressamente su questi aspetti (la questura del resto non fa accertamenti di questo tipo sugli asili), ma potrebbero avere altri bersagli.

In ogni modo, la questione asilo ha in queste settimane fatto molto parlare. Ultimo atto in ordine di tempo, la determinazione dirigenziale con la quale nei giorni scorsi è stata disposta la "risoluzione della convenzione sottoscritta il 20 agosto 2025" tra il Comune e l’impresa individuale che gestisce la struttura. In particolare - si legge nel provvedimento - "il gestore sostanzialmente, e inequivocabilmente, ha confermato il superamento della capacità ricettiva autorizzata. Il riferimento è per il "sopralluogo congiunto effettuato il 3 giugno da questura e Ausl" al netto del quale "sono state accertate rilevanti violazioni degli obblighi gravanti sul gestore". Nello specifico "la presenza contemporanea di 60 bambini rispetto al limite massimo di 23". E poi anche la "omessa corretta tenuta del registro giornaliero presenze" e la "grave criticità relativa al servizio di refezione con un numero di pasti ordinati non coerente con il numero dei bambini presenti" e la "presenza di alimenti non compatibili con il regime autorizzativo della struttura". E poi ancora "la sanzione amministrativa irrogata il 12 maggio per la reiterata omissione sulla registrazione presenze"; la relazione inviata all’Inps "il 18 giugno" relativa a "incongruenze tra i minori dichiarati frequentanti, i registri ufficiali e la documentazione trasmessa per il Bonus Asilo Nido". E da ultimo "le contestazioni della commissioni tecnica distrettuale del 26 giugno" circa le "violazioni del regolamento comunale" e le "modifiche organizzative non autorizzate".

La titolare Claudia Parini ha già avuto modo di riferire che "l’attività si è conclusa regolarmente il 30 giugno e non è mai stata sospesa. L’asilo ora ospita, come negli anni scorsi, i centri estivi e a settembre riprenderà regolarmente il servizio, esclusivamente come nido privato". Sul resto, "sono consapevole dell’irregolarità della situazione, ma si è trattato di una circostanza eccezionale, non della normalità e da allora tutto si è svolto secondo le regole".

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