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Assalto in pieno giorno a Il Castello, il direttore Bertoli: “Siamo quasi al Far West, non hanno più paura di niente”

August 21, 2026
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Sant’Angelo Lodigiano, il direttore del centro commerciale e la rapina alla gioielleria Gioielli di Valenza: “Capisco che possano succedere episodi del genere di notte, ma alle 14...”. I banditi erano armati di martelli e mazze e uno di loro impugnava una pistola: ”Sapevano cosa volevano. Qualcuno era già entrato e sono state portate via le cose più costose”. Il negozio resterà chiuso per alcuni giorni

A sinistra il diretto del centro commerciale Alberto Bertoli

A sinistra il diretto del centro commerciale Alberto Bertoli

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Sant'Angelo Lodigiano (Lodi), 21 agosto 2026 – “Sono basito. Siamo quasi nel Far West. Era impensabile che qualcuno potesse presentarsi alle 14 per mettere a segno una rapina di questo tipo. Non hanno più paura di niente”. Sono le parole di Alberto Bertoli, direttore del centro commerciale Il Castello di Sant’Angelo Lodigiano, dopo l’assalto di giovedì pomeriggio 20 agosto 2026 alla gioielleria Gioielli di Valenza. Un colpo studiato, avvenuto in pieno giorno e davanti a clienti e lavoratori del centro commerciale. I banditi, secondo quanto ricostruito, erano armati di martelli e mazze e uno di loro impugnava una pistola. “Capisco che possano succedere episodi del genere di notte, ma alle 14 è diverso – sottolinea Bertoli –. Qualcuno ha proposto di chiudere le porte del centro e bloccare l'uscita si rapinatori, ma sarebbe stato ancora più pericoloso. Con una persona armata all’interno avremmo potuto creare una situazione di maggiore rischio”.

La momentanea chiusura del negozio 

La gioielleria rimarrà chiusa per alcuni giorni. Nel frattempo la direzione del centro commerciale sta valutando nuove misure per rafforzare la sicurezza. "Pensiamo di potenziare la vigilanza anche durante il giorno – spiega Bertoli –. Il problema è che la vigilanza non è armata e, anche se lo fosse, probabilmente potrebbe fare ben poco di fronte a cinque persone. Ci sono però problemi di sicurezza di base che dobbiamo affrontare”. Tra le iniziative già allo studio c'è anche una richiesta alla gioielleria per modificare gli accessi. “Ora il negozio è chiuso con le serrande e presenteremo un'istanza a Gioielli di Valenza per chiedere di chiudere i due ingressi con porte ad apertura manuale, così da avere un ulteriore livello di sicurezza”. 

"I rapinatori sapevano cosa volevano”

Secondo il direttore, i rapinatori sapevano esattamente cosa cercare. "Sapevano cosa volevano. Qualcuno era già entrato e sono state portate via le cose più costose”. Un bottino quindi ben diverso da quello di un anno fa, quando la gioielleria era stata presa di mira durante la notte. “Allora avevano portato via merce per circa 10mila euro, ma i gioielli più preziosi erano custoditi in cassaforte. Questa volta, invece, sono stati presi anche diamanti”. Un elemento che fa pensare a una possibile preparazione del colpo è anche il precedente avvenuto a luglio alla stessa catena nel centro commerciale Merlata Bloom di Milano. “Gioielli di Valenza ha subito un episodio simile anche a Milano. Magari possono essere gli stessi autori. Se sono riusciti a entrare lì, dove i sistemi di sicurezza sono molto maggiori, noi non possiamo fare molto per difenderci”, osserva Bertoli.

Commesse sotto choc

Il direttore non nasconde inoltre la preoccupazione per le due commesse presenti durante l'assalto. “Sicuramente hanno accusato un trauma pesante. Per fortuna non sono state ferite”. La rapina ha scosso anche gli altri lavoratori del centro commerciale. “Probabilmente la gioielleria riaprirà lunedì, ma quello che è successo giovedì ha dimostrato che noi commessi siamo alla mercè di chiunque”, racconta una dipendente di un altro esercizio. “Massima solidarietà alle lavoratrici che hanno subito il colpo e per fortuna non è stato fatto loro del male”. Un collega aggiunge: “Anche la sicurezza può fare poco. Un uomo solo contro cinque sarebbe stato comunque in difficoltà”.

Il sindaco 

Sul tema interviene anche il sindaco Cristiano Devecchi, ricordando come già un anno fa fosse arrivato un segnale d'allarme sulla situazione della sicurezza in città. Durante una visita a Sant'Angelo Lodigiano, il responsabile della sicurezza di Famila Italia aveva infatti evidenziato una particolare incidenza dei furti rispetto ad altre realtà. "C'era stato un vertice e avevo consigliato di potenziare anche la presenza dei vigilantes”, ricorda il primo cittadino. Un invito che, alla luce della rapina alla gioielleria, torna di stretta attualità. "Evidentemente, se oggi i ladri hanno organizzato una rapina di questo tipo, è perché conoscevano la situazione”, conclude Devecchi.

Indagini in corso

Ora saranno le indagini delle forze dell'ordine a cercare di ricostruire con precisione la dinamica dell'assalto e soprattutto a dare un volto ai responsabili. Intanto al Castello resta forte la preoccupazione tra commercianti e lavoratori: la rapina di giovedì ha dimostrato che il rischio non riguarda più soltanto le ore notturne, ma può presentarsi anche nel pieno di un normale pomeriggio di shopping.

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