Elephants

Assegno ai figli: intoccabile il patrimonio del nuovo partner

October 11, 2026

Nelle cause di mantenimento è vietato indagare la ricchezza del nuovo partner. Il tribunale tutela la privacy ed espelle i dati finanziari dal fascicolo.

Il calcolo dell’assegno di mantenimentoper la prole riguarda unicamente la capacità economica dei genitori. La regola generale, emersa con forza dalle aule giudiziarie, traccia un confine invalicabile: il patrimoniodel nuovo compagno o della nuova compagna è un perimetro inaccessibile. Durante un aspro contenzioso per la separazione o il divorzio, i magistrati non sono autorizzati a disporre accertamenti patrimoniali sui conti correnti, sugli immobili o sulle eredità di un cittadino estraneo all’unione originaria. La privacy di chi inizia una relazione con un genitore separato prevale nettamente sulle pretese esplorative degli ex coniugi. Nessuna ingerenza è tollerata, a meno che non sussistano presupposti di fatto, concreti e incontestati, che rendano le finanze del terzo direttamente vincolate al sostentamento dei minori.

Indice

L’indagine a sorpresa sui conti del fidanzato

Questa dinamica giuridica trova la sua perfetta sintesi in una controversia divampata presso il tribunale di Como. Al centro della lite tra due ex coniugi è finito, suo malgrado, il nuovo fidanzato della madre, un noto giornalista televisivo. In una fase accesa della causa, il giudice Nicoletta Sommazzi aveva ordinato una profonda ispezione sulle disponibilità economiche dell’uomo, con l’intento di pesare l’effettivo tenore di vita del nucleo familiare allargato. L’operazione è avvenuta all’insaputa del diretto interessato, trasformandolo di fatto in un bersaglio dell’anagrafe tributaria e bancaria, pur non avendo egli alcun legame legale con la prole oggetto della contesa.

La difesa del terzo e l’intervento in giudizio

La scoperta di questa intrusione ha innescato una dura battaglia legale. I documenti acquisiti non si limitavano ai semplici redditi da lavoro, ma scavavano all’interno di una delicatissima comunione ereditaria che l’uomo condivideva con i propri fratelli, trascinando così un’intera famiglia nei faldoni di un divorzio altrui. Il giornalista ha cercato in un primo momento la sponda del Garante della privacy, incassando però un nulla di fatto. Di fronte a questo stallo, l’unica opzione operativa si è rivelata l’intervento diretto e volontario nel procedimento civile in corso. Lo scopo dell’azione era far dichiarare formalmente l’illegittimità di una simile invasione nella propria sfera personale e patrimoniale.

L’espulsione dal fascicolo processuale

La presa di posizione ha costretto l’autorità giudiziaria a correggere la rotta. Il nuovo giudice titolare del fascicolo, Agostino Abate, ha accolto le rimostranze del cittadino “terzo”, emettendo un provvedimento di radicale pulizia documentale. Il magistrato ha disposto la cancellazione e l’espulsione fisica di tutti i dati sensibili ed economici del fidanzato dagli atti della causa.

Nelle motivazioni che sorreggono l’ordinanza, viene riconosciuta un’oggettiva e ingiustificata invasione della riservatezza di un individuo del tutto estraneo al procedimento. Il tribunale argomenta che eventuali informazioni utili a delineare il tenore di vita della madre potevano essere introdotte con mezzi diversi e meno lesivi.

I confini delle indagini finanziarie

Il provvedimento lariano fissa un argine contro l’uso disinvolto delle indagini di polizia tributaria nei contenziosi familiari. Il giudice scrive testualmente che i fatti dichiarati in udienza, peraltro non contestati dalle parti, smentiscono in radice l’esistenza dei presupposti fattuali in grado di giustificare il coinvolgimento dell’uomo nei calcoli dell’obbligo di mantenimento. Da questa statuizione derivano direttive operative stringenti per gli avvocati familiaristi: