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Assunzioni, siamo terzi in regione. Il lavoro c’è ma resta precario

September 29, 2026

Il lavoro a Macerata entra, ma non sempre resta. È il dato che più colpisce nella fotografia dell’Ufficio studi della...

Claudia Mazzucchelli

Claudia Mazzucchelli

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Il lavoro a Macerata entra, ma non sempre resta. È il dato che più colpisce nella fotografia dell’Ufficio studi della Uil Marche sulle nuove assunzioni nei primi quattro mesi del 2026: 13.780 rapporti attivati in provincia, ma soltanto 1.667 a tempo indeterminato. I contratti a termine sono 5.888, gli intermittenti 2.865, le somministrazioni 1.756, gli stagionali 904 e gli apprendistati 700. Sono numeri che parlando di un mercato capace di creare occupazione, ma ancora fortemente dipendente da rapporti temporanei. A Macerata gli uomini assunti sono 8.208: 1.053 indeterminati, 3.931 contratti a termine, 453 apprendistati, 291 stagionali, 1.026 somministrazioni e 1.454 intermittenti. Le donne sono 5.572, con 614 indeterminati, 1.957 termini, 247 apprendistati, 613 stagionali, 730 somministrazioni e 1.411 intermittenti. Il divario non è soltanto quantitativo: tra le donne il part-time pesa per 331 dei 614 indeterminati e per 1.259 dei 1.957 contratti a termine.

Anche gli stagionali sono in larga parte a tempo parziale: 487 su 613. Tra gli uomini, invece, il tempo parziale riguarda 226 indeterminati e 993 contratti a termine. Macerata è così terza nelle Marche per numero di nuove assunzioni, dietro Ancona, che ne conta 22.157 (di cui 9.101 donne), e Pesaro-Urbino, con 16.996 di cui 7.125 donne. Seguono Ascoli con 10.354 assunzioni, e Fermo con 5.620. La provincia maceratese pesa dunque in modo significativo sul mercato regionale, ma non si discosta dalla tendenza generale: ovunque il tempo determinato supera nettamente l’indeterminato. Ad Ancona sono 8.380 i contratti a termine contro 2.715 stabili, a Pesaro-Urbino 5.969 contro 2.168, ad Ascoli 4.111 contro 1.095, a Fermo 2.576 contro 798. Macerata, con 5.888 termini e 1.667 indeterminati, conferma lo stesso squilibrio. Il quadro regionale rende ancora più evidente il problema. Tra gennaio e aprile sono stati attivati 68.907 rapporti: 26.924 a termine, 14.882 intermittenti, 9.538 in somministrazione, 5.944 stagionali, 3.176 apprendistati e appena 8.443 indeterminati. Per la segretaria generale Uil Marche Claudia Mazzucchelli "non bisogna guardare soltanto agli indicatori percentuali, ma alla qualità e alla quantità reale del lavoro prodotto nella nostra regione". E sul peso della precarietà aggiunge: "Il lavoro temporaneo continua ad avere un peso enorme e questo significa maggiore difficoltà per i lavoratori, soprattutto per i più giovani, nel programmare la propria vita".

Lorenzo Pastuglia

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