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Atacama, il Super El Niño fa fiorire in anticipo il deserto più arido del mondo: i 180 millimetri di pioggia e il fenomeno del "desierto florido"

September 26, 2026

Lo chiamano il "desierto florido", il deserto fiorito: il Super El Niño ha fatto fiorire in anticipo il deserto di Atacama in Cile, il più arido del mondo. Di solito il fenomeno della fioritura avviene a ottobre avanzato, ma le foto già di inizio settembre mostrano un tripudio di fiori e colori in quella che per la maggior parte dell'anno è la distesa più brulla della Terra. 

Questo succede perché le piogge innescate dal Niño hanno raggiunto i 180 millimetri in alcune località del Nord, quando generalmente in questo periodo non si va oltre un paio di millimetri: e i fiori non sono solo in anticipo, ma sono anche più abbondanti del solito.

Quella del 2026, a cui hanno potuto assistere i fortunati che hanno programmato viaggi in questi giorni, è la fioritura più abbodante degli ultimi 30 anni.

Dove si trova il deserto di Atacama

Il deserto di Atacama, nel nord del Cile, si estende tra l'oceano Pacifico e le Ande e comprende zone dove le precipitazioni sono estremamente rare. Eppure, proprio qui si verifica periodicamente uno degli spettacoli naturali più sorprendenti del Sudamerica: il «desierto florido», il deserto fiorito. Distese apparentemente sterili possono trasformarsi, nel giro di poche settimane, in tappeti di fiori bianchi, gialli, rosa e viola.

Perché Atacama è così arido

La sua estrema aridità nasce dalla combinazione di diversi fattori. A est, le Ande ostacolano l'arrivo dell'umidità proveniente dall'Amazzonia; a ovest, la fredda corrente di Humboldt limita l'evaporazione dell'acqua dell'oceano e quindi la formazione di grandi sistemi piovosi. A questo si aggiungono condizioni atmosferiche particolarmente stabili.

Il risultato è un territorio in cui, soprattutto nelle aree più interne, può trascorrere moltissimo tempo senza precipitazioni significative. Il paesaggio è fatto di pietra, sabbia, saline e montagne apparentemente prive di vegetazione.

Il «segreto» nascosto sotto la sabbia

Il deserto, però, non è biologicamente morto. Nel terreno esiste una sorta di banca naturale composta da semi, bulbi e altre strutture vegetali dormienti. Alcuni possono rimanere inattivi per anni aspettando le condizioni adatte.

È questo il meccanismo fondamentale della fioritura: le piante non arrivano improvvisamente dall'esterno. Sono già lì, ma in una condizione di dormienza che consente loro di sopravvivere alla lunga siccità.

Quando arriva una quantità sufficiente di pioggia, l'acqua penetra nel terreno e rompe questa lunga attesa. Temperatura, umidità e quantità delle precipitazioni devono però combinarsi nel modo giusto.

Dalla pioggia ai fiori

Non basta quindi qualche acquazzone. Serve una quantità d'acqua sufficiente e distribuita in maniera favorevole. Quando accade, in genere durante l'inverno australe, i semi germinano quasi contemporaneamente.

A quel punto il cambiamento può essere rapidissimo. Nel giro di settimane compaiono prima le piantine e poi milioni di fiori. La fase più spettacolare può manifestarsi durante la primavera australe, tra settembre e novembre, anche se tempi, estensione e intensità cambiano molto da un episodio all'altro.

Tra le specie caratteristiche ci sono la pata de guanaco, dai colori violacei, e diverse specie note localmente come añañucas, oltre a numerose altre piante adattate specificamente alle condizioni estreme del deserto.

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