Al tramonto del calciomercato estivo, arriva una notizia improvvisa che spiazza i tifosi nerazzurri. Piero Ausilio non rinnoverà il suo contratto in scadenza a giugno 2027 e quindi lascerà l'Inter dopo 28 anni. Come rivelato da Fabrizio Romano, il direttore sportivo che ha guidato insieme a Marotta i campioni d'Italia fino ad oggi è pronto a salutare la Milano nerazzurra al termine della stagione.
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Ausilio-Inter, è addio
Ausilio lascia l'Inter con effetto immediato. In questi minuti sta firmando la risoluzione consensuale del suo contratto che sarebbe scaduto a giugno 2027. Stande alle prime indiscrezioni, non ci sarebbero più le giuste condizioni per continuare insieme dopo 28 anni. Ad Ausilio sarebbe stato stato proposto un rinnovo annuale alle stesse cifre del contratto attuale, lo riporta Fabrizio Biasin. Il ds invece chiuedeva un prolungamento di tre anni. L'offerta della società non ha scaldato il ds, pronto a lasciare anche subito: le parti infatti sono al lavoro per una risoluzione consensuale. L'Inter ha già annunciato la promozione di Dario Baccin come direttore sportivo.
Il messaggio di Ausilio
«Dopo 28 anni indimenticabili è arrivato il momento più difficile. Salutare quella che per me non è mai stata una semplice squadra ma una seconda pelle. In quasi tre decenni ho dato all'Inter ogni singolo secondo della mia vita, ogni energia, ogni battito. Grazie a tutti coloro che negli anni mi hanno dato fiducia, dandomi l'onore di guidare l'area sportiva di questo gigante del calcio mondiale. Lascio questo ruolo ma non potrò mai staccarmi da questi colori.
Ogggi non si chiude solo un capitolo professionale, si separa un pezzo della mia anima da ciò che ho amato di più».
Le tappe di Ausilio all'Inter
Ausilio ha trascorso praticamente un'intera vita professionale all'Inter. Da segretario delle giovanili fino a direttore sportivo e riferimento assoluto del calciomercato nerazzurro insieme a Marotta. Ha attraversato tre cambi di proprietà, scalando la piramide nerazzurra con competenza e intuizioni. Cresciuto professionalmente all'ombra di Marco Branca, è diventato direttore sportivo nel 2014, proprio quando stava iniziando un periodo molto buio per i nerazzurri post-Triplete.

Da quel momento però ha vinto tre scudetti con Conte, Inzaghi e Chivu, tre Coppe Italia e tr Supercoppe italiane ma anche due finali di Champions che restano comunque una testimonianza fondamentale della crescita del club. Tanti colpi di mercato portano la sua firma: da Lautaro pescato in Argentina quando era solo un ragazzino a Barella e Bastoni, passando per clamorosi colpi a parametro zero come Calhanoglu, Thuram, Mkhitaryan e Acerbi che hanno scritto la storia recente dell'Inter. Il tutto senza avere minimamente un budget all'altezza dei top club europei. L'Inter perde un pezzo del suo puzzle perfetto.
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