Introduzione
Il caro carburanti non riguarda soltanto gli interventi destinati alle famiglie. Mentre resta alta la tensione internazionale legata all’Iran e il Brent viaggia intorno ai 90 dollari al barile, il governo guarda anche alle imprese maggiormente esposte all’aumento dei costi. Sul tavolo dell'esecutivo ci sono infatti complessivamente 526,2 milioni di euro di aiuti, 386,2 dei quali riservati all’autotrasporto.
Se per i cittadini si avvicina la scadenza dello sconto di 17 centesimi al litro sul gasolio, valido fino a sabato 5 settembre, per le aziende, invece, prende sempre più forma un meccanismo di sostegno pensato soprattutto per contenere l’impatto del rincaro del diesel sui costi di trasporto e, di riflesso, sui prezzi finali di beni e servizi.
Sceglici su:
Quello che devi sapere
Come funziona
Dall'1 settembre è operativa la piattaforma (www.creditocarburantetrasporto.adm.gov.it) del ministero dei Trasporti, predisposta dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e gestita da Sogei, per chiedere il ristoro sul gasolio consumato da marzo ad agosto.
La misura consiste in un credito d’imposta destinato alle imprese con sede legale o stabile organizzazione in Italia che svolgono determinate attività di trasporto. Sono ammesse le aziende che impiegano veicoli Euro 5 ed Euro 6 e, nel caso dei mezzi destinati al trasporto di merci, veicoli della categoria N con massa complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate. Il beneficio riguarda inoltre i veicoli M2 e M3 e le imprese che operano nel noleggio di autobus con conducente. Il credito può coprire fino al 70% della maggiore spesa sostenuta per il gasolio utilizzato per la trazione tra marzo e agosto 2026, rispetto a quanto sarebbe stato pagato per lo stesso quantitativo di carburante sulla base del prezzo medio rilevato dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica nel febbraio 2026. L’agevolazione è stata introdotta dal decreto-legge 33/2026, poi convertito dalla legge 79/2026, e attuata con il decreto del 23 maggio del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, pubblicato in Gazzetta ufficiale.
Per approfondire: Guerra Iran, il caro carburante pesa sui profitti delle compagnie aeree Ue: le previsioni
Come presentare la domanda
Per accedere al contributo le imprese devono risultare iscritte al Registro elettronico nazionale dell’autotrasporto e avere una posizione attiva al 31 luglio 2026. La richiesta viene presentata attraverso la piattaforma informatica predisposta dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e gestita dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con il supporto di Sogei. L’accesso avviene tramite Spid o Cie del titolare dell’impresa o del legale rappresentante. La procedura richiede di individuare le targhe dei veicoli per i quali si chiede il ristoro, indicare per ciascun mese i quantitativi di gasolio acquistati e trasmettere i dati delle relative fatture attraverso un file Excel. Nella documentazione devono essere distinti l’importo complessivo netto della fattura e la parte relativa al solo carburante ammesso al beneficio. Il ministero potrà inoltre effettuare controlli a campione anche dopo l’erogazione del credito: in presenza di irregolarità, il contributo potrà essere revocato.
Per approfondire: Caro carburanti, quanto costerà il taglio delle accise sul diesel e cosa succederà dopo
pubblicità
Il limite delle risorse
Il riconoscimento dell’agevolazione resta comunque vincolato alle somme disponibili. Per il bonus autotrasporto sono stati stanziati 386,2 milioni di euro. Se l’ammontare delle richieste accolte dovesse eccedere questa soglia, il credito spettante a ciascuna impresa sarà ridotto proporzionalmente, così da rispettare il plafond complessivo. Il sostegno rientra nel quadro temporaneo dell’Unione europea per gli aiuti di Stato collegati alla crisi in Medio Oriente ed è quindi sottoposto alle condizioni previste dalla disciplina comunitaria. Il credito può essere cumulato con altre agevolazioni riferite agli stessi costi, purché il cumulo non determini un beneficio superiore alla spesa effettivamente sostenuta.
Quando utilizzare il credito
Una volta riconosciuto, il credito d’imposta può essere utilizzato esclusivamente in compensazione attraverso il modello F24. La possibilità di impiegarlo scatta dal decimo giorno successivo alla comunicazione dei dati all’Agenzia delle Entrate e termina il 31 dicembre 2026. L’agevolazione non concorre alla formazione del reddito d’impresa né della base imponibile ai fini Irap. Per le aziende beneficiarie, dunque, sarà importante utilizzare il credito entro la fine dell’anno, anche considerando le principali scadenze fiscali del 2026. Tra queste figura il secondo acconto delle imposte sui redditi, previsto per il 30 novembre.
pubblicità
Le prossime mosse
L’avvio della piattaforma a partire dall'1 settembre rappresenta l’ultimo passaggio di un percorso normativo iniziato in primavera e proseguito con successivi rifinanziamenti e con l’ampliamento dei beneficiari. Tra questi sono state incluse anche le imprese di noleggio di autobus con conducente che utilizzano veicoli Euro 5 ed Euro 6. Il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti dovrà ora procedere alla determinazione degli importi effettivamente riconoscibili alle singole imprese, sempre entro il limite delle risorse disponibili, e alle verifiche sui requisiti dichiarati. I dati relativi ai crediti concessi saranno quindi trasmessi all’Agenzia delle Entrate.
Si valutano nuove misure
Il sostegno all’autotrasporto si inserisce in un quadro più ampio di interventi che il governo sta valutando per fronteggiare una fase di prezzi energetici ancora elevati. Il settore dei trasporti è infatti tra quelli maggiormente esposti al rincaro del carburante e quello in cui l’aumento dei costi rischia più direttamente di riflettersi sui prezzi al consumo. Le agevolazioni già previste per le imprese arrivano fino ad agosto e l’esecutivo potrebbe quindi valutare ulteriori misure.
pubblicità
Il problema delle risorse
Per finanziarle serviranno però nuove risorse. Al momento una delle principali voci individuate è l’extragettito Iva, compreso quello relativo ad agosto che sarà contabilizzato a settembre. Non è ancora chiaro, tuttavia, se queste somme saranno sufficienti. Nella maggioranza si è discusso anche della possibilità di reperire ulteriori fondi attraverso una maggiore tassazione degli utili delle società energetiche, ipotesi che resta al centro del confronto politico.
Per approfondire: Consumi delle famiglie italiane, le spese obbligate salgono al 42%: casa in testa
pubblicità