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Autovelox, altre multe annullate. Due a Cesena e tre a Cesenatico. Erano precedenti al decreto Salvini

October 27, 2026
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Il giudice di pace accoglie i ricorsi respinti dalla Prefettura sostenendo che il Codice della strada non può essere modificato da un provvedimento subordinato che non può avere efficacia retroattiva.

L’autovelox installato dal Comune sulla via provinciale Cervese tra Calabrina e Pioppa (foto Luca Ravaglia)

L’autovelox installato dal Comune sulla via provinciale Cervese tra Calabrina e Pioppa (foto Luca Ravaglia)

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Continuano a fioccare le sentenze di annullamento delle contravvenzioni fatte con l’autovelox prima dell’entrata in vigore del ‘decreto Salvini’ che l’8 giugno scorso ha equiparato l’autorizzazione all’installazione dell’autovelox alla sua omologazione. Tre sono arrivate al Comune di Cesenatico, per l’autovelox sulla Statale Adriatica, che a breve dovrà presentarle per l’approvazione in consiglio comunale rappresentando un debito fuori bilancio. Altre due contravvenzioni annullate riguardano invece il Comune di Cesena e riguardano l’apparecchiatura Velocar per la rilevazione della velocità installata sulla Via Cervese.

Le sentenze relative all’autovelox di via Cervese a Cesena sono state pronunciate nei giorni scorsi dal giudice di pace del Tribunale di Forlì Roberta Laghi che ha annullato due contravvenzioni effettuate il 7 ottobre e il 21 novembre dell’anno scorso. I due automobilisti si erano affidati alla tutela dell’Automoto Club Romagna e avevano presentato ricorso alla Prefettura; il ricorso, come di consueto per la Prefettura, era stato respinto, ma è stato nuovamente presentato al giudice di pace che l’ha accolto scrivendo che il Decreto Salvini costituisce una fonte normativa subordinata al Codice della strada. "Di conseguenza – si legge nella motivazione – detto provvedimento non può attribuire efficacia retroattiva sanante ad accertamenti effettuati in epoca nella quale il dispositivo impiegato risultava privo della prescritta omologazione".

In tal modo è stata smentita la comunicazione divulgata dal Comune di Cesena il 10 giugno scorso, due giorni dopo la pubblicazione del ‘Decreto Salvini’, nella quale il sindaco Enzo Lattuca e l’assessore alla sicurezza e Polizia locale Luca Ferrini affermavano: "A tutti coloro che, spinti da notizie imprecise divulgate da alcuni organi di stampa, hanno presentato ricorsi, consigliamo di valutarne il ritiro per evitare ulteriori aggravi di spesa. Chi sbaglia va sanzionato, ma non è volontà del Comune approfittare di errori commessi da cittadini in buona fede leggendo i giornali".

I ricorsi accolti sono stati seguiti da Luca Ricci, presidente dell’Automoto Club Romagna, e dagli avvocati Massimiliano Nicolai di Cervia e Giuliano Lelli Mami di Castiglione di Ravenna. Quest’ultimo, commentando le sentenze, afferma che l’impostazione del giudice di pace di Forlì è ormai giurisprudenza consolidata, ma si spinge oltre: "Questa impostazione ci autorizza a pensare che anche le contravvenzioni effettuate dopo l’entrata in vigore del ‘Decreto Salvini’ non siano regolari: infatti ci sono norme ben precise per fare in modo che ogni autovelox ottenga l’omologazione, cosa ben diversa dall’autorizzazione, e un decreto legge non può modificare il Codice della strada che è una norma di livello superiore".

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