Il primo indizio l’aveva dato il sindaco Vincenzo De Luca giovedì quando ha confermato che per il porticciolo di Pastena il Comune aveva ricevuto, nelle scorse settimane, una nuova ipotesi progettuale. A proporla è sempre la Polo Nautico Srl ma alla guida della società non c’è più Angelo Ilardi ma Angelo Antonio D’Agostino, già deputato e sindaco di Montefalcione ed attuale proprietario dell’Avellino Calcio.
Una novità che era passata inosservata fino a questo momento e che riaccende i fari su una vicenda, quella del restyling dell’area affacciata sul mare della zona orientale della città di Salerno, che ha fatto nuovamente drizzare le antenne ai residenti, promotori di un comitato attivissimo che ha lottato con le unghie e con i denti per evitare che quello scorcio caratteristico fosse sostanzialmente cancellato dal maxi intervento ipotizzato da Ilardi. D’Agostino ha poi acquisito la maggioranza delle quote societarie della Polo Nautico Srl che «uno o due mesi fa - spiegava De Luca poche ore fa - ha presentato un nuovo progetto che prevede un dimezzamento dell’intervento inizialmente previsto al porticciolo e la realizzazione del lungomare di quella zona». Un’ipotesi che il primo cittadino sembra pronto a valutare e che invece i residenti chiedono di conoscere nel dettaglio. Ma le specifiche e quanto effettivamente questo intervento sia meno invasivo rispetto al precedente al momento lo sanno solo i tecnici di Palazzo Guerra. «E di attivo o in corso - ha precisato De Luca - non c’è niente. I residenti devono stare tranquilli». Al momento non risultano esserci valutazioni in corso, di certo i vertici della Polo Nautico Srl saranno chiamati a sviscerare il progetto nel dettaglio, non tanto per convincere l’amministrazione comunale quanto per incontrare il favore della comunità di Pastena e di tutta la zona orientale, come confermato anche dal primo cittadino. «In ogni caso - ha assicurato De Luca - abbiamo assunto un impegno con i cittadini di Pastena e con quelli di Salerno in generale: qualunque intervento importante si decida di mettere in campo, lo faremo solo dopo aver parlato con loro e dopo averlo concordato. Per il momento, comunque, a Pastena non si muove niente».
Il precedente, che ha raggiunto l’acme tra lo scorso inverno e la scorsa primavera, ha visto schierate centinaia di persone. Non solo i residenti ma anche attivisti di un nutrito numero di associazioni cittadine. «Non tutti hanno una barca ma tutti hanno un costume» è stato il grido di battaglia dei comitati che alla fine l’hanno spuntata perché colui che di lì a poco sarebbe diventato sindaco per la quinta volta assicurò: «Qua non si fa niente, dovete stare tranquilli». E a un certo punto anche l’allora amministratore Ilardi aveva lanciato una proposta: «Siamo pronti a stralciare la parte relativa al porticciolo lasciandolo esattamente così com’è. Ma non lo faremo sulla base di una chiacchierata con gruppi sparsi di cittadini. Siamo disponibili a valutarlo nelle sedi opportune e con un approccio che sia improntato alla serietà. Sono convinto che la politica saprà dare una risposta concreta anche perché stiamo portando avanti un’opera pubblica». Questo dialogo con l’attuale amministrazione non ha mai avuto inizio. Le rassicurazioni, però, non avevano placato gli attivisti che a giugno scorso, con una petizione da oltre 2500 firme, avevano chiesto al Comune la revoca ufficiale del progetto del porticciolo e di aprire un tavolo per la riqualificazione dell’area «partecipato da enti, singoli cittadini e associazioni». Ed erano tornati, informalmente, a chiedere un confronto nei giorni scorsi, ignari che adesso un’altra proposta esiste e che l’interlocutore è cambiato. Ma nei piani del sindaco, presente ieri al forum sulla Blue Economy, c’è spazio «per due nuovi porti» in città. Uno nascerà dall’allargamento del Masuccio. E l’altro?