Elephants

"Avvistati 4 cuccioli di lupo, si è formato il primo branco in

September 5, 2026

TIROLO. "La nuova mappa di distribuzione del Centro austriaco per orsi, lupi e linci documenta per la prima volta la presenza di un branco di lupi nel Tirolo settentrionale. Quattro cuccioli di lupo sono stati avvistati nel comune di Fiss". 

La notizia la riporta il Wwf austriaco e porta con sé una serie di conseguenze tutte da decifrare, comprendere e commentare: la posizione dell'associazione ambientalista è peraltro molto chiara e si focalizza subito sulla salvaguardia del gruppo e dei piccoli. Il branco infatti si trova in un territorio, quello del distretto di Landeck, dove pendono vari decreti (almeno tre) di abbattimento per uccidere altrettanti lupi

La situazione del Tirolo è da qualche tempo sotto la lente di ingrandimento delle associazioni proprio per la sua gestione dei lupi basata non su solide basi scientifiche, ma su permessi di abbattimento indiscriminato che prescindono dall'individuazione di eventuali esemplari problematici ma che si focalizzano sul risultato: "regolamentare la popolazione in modo selettivo", tradotto far diminuire il numero dei lupi sul territorio a colpi di fucile (o almeno provarci, qui articolo). 

UNA QUESTIONE ETICA

"Lo Stato - dice Christian Pichler del Wwf Austria riferendosi al Tirolo - deve eliminare qualsiasi pericolo per i lupi adulti del nuovo branco. Se uno dei due viene abbattuto, la sopravvivenza dei cuccioli è a rischio. Potrebbe significare per loro una morte dolorosa per fame, considerando che i giovani lupi dipendono ancora dal branco per il loro sostentamento".

"La legge venatoria tirolese - prosegue - impone pratiche di caccia etiche, la protezione da sofferenze inutili e una particolare attenzione alla tutela delle 'madri' degli animali. Ciò che è ovvio per le altre specie selvatiche deve valere anche per i lupi. Sparare a un lupo adulto del nuovo branco sarebbe incompatibile con i principi della caccia etica", afferma Pichler.

Leggi che però a quanto pare non sono abbastanza rigide da prevenire piccoli e grandi disastri, come evidenzia Andrea Hagn, biologa ambientale e portavoce dell'associazione Anca - Austrian Nature Conservation Alliance: "Le regole ci sono, ma con permessi di caccia definiti in modo così generico è difficile credere che si possa garantire che non verranno abbattuti animali adulti o altri membri del branco vitali per la crescita dei cuccioli. Il caso del lupo da ricerca Mirco, munito di radiocollare, illustra il problema (qui l'articolo): persino un lupo con un collare trasmettitore visibile è stato abbattuto seguendo la normativa tirolese sulla caccia. Se anche in questo caso un'individualizzazione sicura non ha funzionato, il semplice riferimento alla protezione materna non è una garanzia sufficiente di protezione".

Anche perché, come detto, ai cacciatori nel caso dei decreti di abbattimento non si indica un esemplare preciso da rimuovere, ma anzi viene data loro la possibilità di uccidere qualsiasi lupo all'interno della vasta area. 

"L'uccisione di un animale specificamente identificato come problematico, che ha dimostrato di aver eluso in più occasioni le adeguate misure di protezione del branco o che si è ripetutamente avvicinato aggressivamente a una persona a meno di 30 metri, è fondamentalmente diversa dai permessi di abbattimento generalizzato e dal 'controllo della popolazione' in generale. Questa differenza viene regolarmente ignorata nel dibattito politico in Tirolo", riprende Hagn.

IL NUOVO BRANCO

Secondo le associazioni, la formazione di branchi stabili peraltro può contribuire a un "allentamento della situazione" a lungo termine. I branchi infatti occupano e difendono i territorio, limitano l'immigrazione di giovani lupi di passaggio (spesso gli esemplari che diventano poi problematici o confidenti) e hanno comportamenti più prevedibili e controllabili. 

"I politici - sostiene Christian Pichler - spesso dipingono la formazione dei branchi come una minaccia. Tuttavia, le evidenze scientifiche dimostrano che i branchi stabili possono calmare la situazione nel lungo periodo. Il Tirolo ha quindi bisogno di una gestione dei lupi basata su solide basi scientifiche, anziché di permessi di abbattimento indiscriminato".

"Il primo branco è arrivato - gli fa eco Andrea Hagn -. Man mano che la popolazione di lupi continuerà a espandersi, ne seguiranno altri. Il Tirolo deve prepararsi a questa eventualità, anziché continuare a dare l'impressione che si possa impedire l'insediamento permanente del lupo abbattendolo. La risposta è la protezione del bestiame: recinzioni, conduzione del bestiame, recinti notturni sicuri, cani da guardiania, personale aggiuntivo e consulenza di esperti devono essere finalmente finanziati in modo completo e permanente".

"Tutelare gli animali al pascolo, sostenere gli agricoltori e rispettare la legislazione europea: questo è ora il compito del governo del Tirolo", conclude Hagn.