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Bambini iscritti in prima elementare, spariti gli italiani tra i nuovi alunni: 2 su 102 alla scuola dell’infanzia. Riesplode il caso alla Giulio Cesare

July 20, 2026

MESTRE - L’anno scorso i 61 bambini iscritti in prima elementare, tra cui solo un paio di italiani, più una decina almeno con la cittadinanza. E quest’anno, per settembre, nello stesso Istituto comprensivo “Caio Giulio Cesare” di via Cappuccina si raddoppia anche con le scuole dell’infanzia e nelle prime medie: tra i 102 piccoli neo iscritti ben 100 non solo “italofoni” mentre, alle medie, su 118 alunni solo dieci hanno cognomi italiani, con quattro classi delle sei nuove sezioni in cui interamente composte da ragazzini tecnicamente definiti con “background migratorio”. «Gli italiani non fanno più bambini», si dirà. Ma anche le coppie che li mettono al mondo, a questo punto, sembrano ormai dirottarli su altre scuole.


LE CLASSI

Scorrendo gli elenchi nominativi degli iscritti nelle sei sezioni dalla A alla F delle future prime, non si può non notare che, in classi composte tra i 16 e i 22 alunni, gli italiani sono presenti solo nelle prime due sezioni: cinque nella A e altrettanti nella B. Nelle altre quattro sezioni è un diluvio di cognomi perlopiù di origine asiatica, con il Bangladesh in prima fila e i cinesi che sono diventati quasi una rarità (anche queste famiglie starebbero optando negli ultimi tempi per iscrivere i propri figli in altre scuole), alcune ragazzine e ragazzini dell’Est Europa, con una classe (la 1.F) che sembrerebbe composta solo da alunni di origine bengalese.

Nelle due scuole dell’infanzia dell’Istituto comprensivo (la “Giulio Cesare” e la “Cesare Battisti”) i numeri dei nuovi bimbi nati fra il 2021 e il 2023, che si sono iscritti sono ancora più pesanti nel confronto tra italofoni e “con background migratorio”, con questi ultimi che rappresentano oltre il 98 per cento del totale.


ANNO DIFFICILE

Rischia dunque di riproporsi anche quest’anno il caso di una scuola in cui gli italiani non ci sono quasi più, con l’aggiunta che (come riferiamo nell’articolo qui sotto) da settembre cambierà la guida dell’Istituto comprensivo con il trasferimento della preside, Michela Manente, a San Donà, mentre non si conosce ancora chi la sostituirà dall’1 settembre. Pare che la dirigente scolastica avesse chiesto già dall’anno scorso il trasferimento, accordato invece a partire dal settembre prossimo. In via Cappuccina si racconta che, nel corso dell’ultimo anno scolastico, i rapporti all’interno della scuola tra dirigenza e buona parte del corpo insegnanti si sarebbero fatti sempre più tesi proprio per le difficoltà quotidiane calate sulle spalle dei docenti, con classi nelle quali diventa quasi impossibile gestire la “multiculturalità” e, insieme, garantire il regolare svolgimento dei programmi didattici.

Intanto, come avvenuto nel novembre scorso con il caso delle prime elementari (insegnanti e famiglie avevano denunciato le difficoltà legate all’elevata presenza di studenti con bisogni educativi speciali linguistici, ritenendo compromessa sia l’integrazione che il diritto degli alunni italiani a condizioni didattiche equilibrate), un gruppo di genitori si starebbe già organizzando per chiedere un incontro con l’Ufficio scolastico regionale sul tema. Insomma, per la “Giulio Cesare” anche il prossimo anno scolastico rischia di non essere un anno tranquillo.