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- Bambino di 1 anno muore nel sonno. Indagata la baby sitter: “È sconvolta. Ha tentato di rianimarlo”
Tragedia a Mogliano Veneto. L’assistente, 21 anni, era l’unica in casa oltre alla sorellina 13enne del piccolo. Aveva messo a letto il bimbo e poi è tornata a controllare: si è resa conto che non respirava e ha fatto di tutto per salvarlo, grazie anche alle sue competenze perché studia da infermiera”. L’ipotesi della morte bianca: sarà l’autopsia a stabilirlo

Inutile purtroppo il trasporto al Pronto soccorso

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Mogliano Veneto (Treviso), 3 ottobre 2026 – Un bambino di 1 anno morto e la badante indagata per omicidio colposo. È la tragedia si è consumata nella notte tra giovedì 1 e venerdì 2 a Mogliano Veneto (Treviso).
Secondo la ricostruzione resa dalla stessa baby sitter di 21 anni, dopo aver messo a dormire il bambino con la sorella di 13 anni si era recata in un'altra stanza. Poco più tardi, rientrata nella camera per controllare il sonno del piccolo, la giovane si sarebbe resa conto della mancanza di respirazione e per questo avrebbe cercato di rianimarlo, in contatto con i sanitari del 118, e in virtù di una preparazione acquisita da studi infermieristici che sta conducendo. Il bimbo è stato intubato e trasportato all'ospedale Ca' Foncello di Treviso, ma tutto è stato purtroppo inutile.
Toccherà all'autopsia confermare o meno l'ipotesi ritenuta ad oggi più verosimile, cioè quella di una «morte bianca» e dunque di un evento del tutto imprevedibile ed inevitabile. La giovane è stata iscritta nel registro degli indiziati di reato come atto dovuto, essendo lei l'unica persona adulta nella abitazione al momento dell'accaduto.
L’avvocato: “Lei non riesce a spiegare cosa sia successo”
«È una grandissima tragedia in primis per la famiglia, ma anche per la ragazza che stava facendo la babysitter. Mi auguro che l'autopsia possa confermare che si tratta di una morte bianca. Quando ero giovane ho fatto anche io da babysitter a tanti bimbi, posso immaginare che cosa stia provando questa ragazza». Lo afferma l'avvocata Lisa Caldato, legale della babysitter 21enne. «I familiari conoscono la ragazza da quando è nata, c'è un rapporto di amicizia fortissimo – spiega Caldato –. Lei è sconvolta. Racconta di non riuscire a spiegare che cosa sia successo, di essere entrata nella cameretta, averlo visto blu e aver cercato di rianimarlo anche in virtù delle sue competenze: sta diventando infermiera, sta per laurearsi. Racconta che poco prima lo aveva sentito piangere, che era ancora vivo».
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