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Banche, oltre 11mila sportelli chiusi negli ultimi 10 anni. I dati

August 4, 2026

Introduzione

Gli sportelli bancari, in Italia, sono sempre meno. Nello specifico, in 10 anni, hanno chiuso più di un terzo di queste strutture bancarie. Tra il 2015 e il 2025 la rete è scesa da 30.258 a circa 19.140 filiali: oltre 11mila presìdi in meno, con una contrazione del 36,7%.

Dai dati della Cna (Confederazione degli artigiani) emerge che nel 2015 risiedevano in comuni privi di sportello circa 2,26 milioni di persone, il 3,8% della popolazione italiana. Nel 2025 il numero è salito a 4,84 milioni, pari all'8,2% dei residenti. In 10 anni la popolazione coinvolta è quindi più che raddoppiata, con un aumento di quasi 2,6 milioni di cittadini. Anche il numero dei comuni senza banca è cresciuto sensibilmente: dai 2.251 del 2015 a circa 3.456 nel 2025. Questo vuol dire che quasi il 44% dei comuni italiani non dispone di una filiale. Profonde le differenze territoriali.

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Quello che devi sapere

Le difficoltà per gli anziani

Non solo: nei comuni senza sportello vivono quasi 1,28 milioni di persone con almeno 65 anni e oltre 643mila con più di 75 anni. Gli anziani rappresentano il 26,3% della popolazione coinvolta, una quota particolarmente rilevante in territori nei quali gli spostamenti sono spesso più difficili e le competenze digitali meno diffuse.

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Le conseguenze per le imprese

Le conseguenze riguardano anche le imprese. “Nei Comuni che al 31 dicembre 2025 risultano senza banca - dice Cna - l'ultimo dato comunale disponibile rileva 310.893 imprese attive, pari al 6% del totale nazionale, nelle quali lavorano circa 932.600 addetti”.

Le differenze tra Regioni e Province

Le differenze territoriali sono molto marcate da Regione a Regione: in Molise è privo di sportello l’83,8% dei comuni, in Calabria il 74,5%, in Valle d’Aosta il 74,3%, in Piemonte il 65,8% e in Abruzzo il 61,3%. In valore assoluto, la Campania registra il maggior numero di residenti in comuni senza banca, quasi 850mila. Seguono la Lombardia con circa 788mila, il Piemonte con 665mila e la Calabria con 567mila.

A livello provinciale, oltre la metà della popolazione vive in comuni senza sportello: Vibo Valentia con il 52,6%, e Isernia con il 50,1%. Seguono Avellino con il 40,9%, Rieti con il 38,8% e la Valle d’Aosta con il 37,7%.

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La forte concentrazione di sportelli in città

C’è però una forte concentrazione degli sportelli nei principali poli urbani. Roma dispone di 848 filiali, Milano di 572, Torino di 274, Napoli di 200 e Bologna di 190. A livello provinciale, Roma conta 1.157 sportelli, Milano 999, Torino 627, Brescia 610 e Bologna 478.

La dotazione più elevata in rapporto alla popolazione si registra invece nelle province di Trento, con 61,2 sportelli ogni 100mila abitanti, Sondrio con 60,8 e Bolzano con 60,1.

Soltanto otto province conservano almeno uno sportello in ogni comune

Un’elevata densità media non garantisce però una presenza capillare di sportelli sul territorio. Soltanto otto province conservano almeno uno sportello in ogni comune: Reggio Emilia, Ferrara, Ravenna, Pisa, Grosseto, Brindisi, Ragusa e Barletta-Andria-Trani.

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L'impatto sulle imprese a livello territoriale

Nei comuni che al 31 dicembre 2025 risultano senza banca, l’ultimo dato  disponibile rileva 310.893 imprese attive, pari al 6% del totale nazionale, nelle quali lavorano circa 932.600 addetti. Nei soli 79 comuni che hanno perso l’ultima filiale nel corso del 2025 erano presenti oltre 18mila unità locali e quasi 55mila addetti.

La Lombardia è la regione con il maggior numero di imprese nei comuni senza sportello, circa 53.500. Seguono la Campania con oltre 52mila, il Piemonte con 48.300 e la Calabria con quasi 32mila.

Tra le province, il valore più elevato si registra a Torino, con 19.706 imprese nei comuni senza banca, seguita da Caserta con 16.474, Cosenza con 12.398, Napoli con 11.065 e Bergamo con 11.037.

L’incidenza sul sistema produttivo locale raggiunge livelli particolarmente elevati a Vibo Valentia, dove il 42,2% delle imprese opera in comuni senza sportello, a Isernia con il 38,7%, ad Avellino con il 32,2%, in Valle d’Aosta con il 29,8% e a Rieti con il 29,6%.

Cna: “No a ritirata indiscriminata dai territori”

"La digitalizzazione dei servizi bancari rappresenta un'opportunità, ma non può trasformarsi in una ritirata indiscriminata dai territori - sottolinea il presidente Cna, Dario Costantini - per una piccola impresa il rapporto con la banca non si esaurisce in un'applicazione o in una procedura automatizzata. Servono interlocutori capaci di conoscere l'azienda, valutarne i progetti e accompagnarne gli investimenti. Quando chiude una filiale si allontana un punto di riferimento per famiglie, anziani, attività economiche".

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