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Banda minicar a Roma, caccia al «biondino» nelle chat del quartiere: locali vuoti e poche auto in giro, paura a Monteverde

October 11, 2026

All'improvviso l'unico disagio tra le strade di Monteverde, Trastevere e Gianicolo sembra essere solo il traffico, parafrasando "Johnny Stecchino". Nel film di e con Roberto Benigni il tabù era la mafia, qui in quest'angolo benestante di Roma sono i ragazzini con le microcar. Da martedì, poco dopo l'aggressione insensata di lunedì notte contro l'attore Davide Iacopini sembrano spariti, una coincidenza impossibile da ignorare.

Girando in lungo e in largo tra i luoghi di incontro abituali se ne contano quattro, proprio di sabato pomeriggio, quando lo "struscio" di adolescenti lungo via dei Colli Portuensi, arrivando fino ai vicoli di Trastevere intasa il traffico di "macchinette". Ma tra gli abitanti restano il timore e il sospetto di incrociare qualcuno di questi ragazzini, «pieni di soldi e viziati», come si è lasciata scappare la signora Alba, che ha la sua attività proprio di fronte a uno dei luoghi di ritrovo dei minorenni, in piazza Pietro Morelli. Qui c'è il supermarket aperto 24 su 24, dove praticamente ogni fine settimana si danno appuntamento con le loro microcar gli adolescenti. Non solo di questa zona: i social creano gruppi fluidi, molti arrivano dalle case popolari di via di Donna Olimpia, quelle dei «ragazzi di vita» celebrati da Pasolini 60 anni fa. Decisamente altri tempi.

Il silenzio

A pochi passi dal supermarket di piazza Morelli ci sono dei giardinetti su cui affacciano le vetrine di un barbiere. È un luogo di ritrovo per i giovanissimi della zona, spesso resta aperto fino alle dieci di sera. Davanti stazionano due adolescenti, seduti sui loro scooter tirati a lucido con le marmitte modificate. «Quelli delle microcar? Noi non li conosciamo, non sappiamo chi sono. A noi piacciono solo le due ruote», dice uno dei due in evidente imbarazzo. Poi non aggiungono altro.

Due minuti dopo nella piazzetta imbocca una microcar che si infila proprio nel parcheggio del supermercato. Dentro ci sono un ragazzo e una ragazza, a occhio e croce avranno 16 anni. Le casse sparano a volume assordante un pezzo di Sfera Ebbasta. Escono dall'abitacolo, l'aria truce eppure circospetta. Sentono addosso gli sguardi dei passanti. Ed è così anche lungo le strade. Ogni volta che una microcar passa in una delle vie di questo quadrante ci sono passanti che indicano, dalle loro espressioni si intuisce la domanda che tutti si fanno: saranno loro quelli dei raid? Viale dei Quattro Venti è un lungo rettilineo che unisce le case di Donna Olimpia con i villini signorili di Monteverde Vecchio, con uno degli ingressi di villa Pamphili e con la terrazza panoramica del Gianicolo. Anche qui due ragazzini su una microcar nera attirano l'attenzione di tutti, loro malgrado. Vanno piano, si fermano a ogni stop ma questo non basta a distogliere gli sguardi della gente.

«Abbiamo paura, e siamo anche arrabbiati» si sfoga Cesare, un uomo sui 40. «Ora c'è tanta attenzione e questi figli di papà sembrano spariti nel nulla. Sicuramente prenderanno i responsabili, ma poi? Ricomincerà tutto come prima?».

Il sospetto

Lorenzo, uno studente di Monteverde Vecchio che fino a qualche anno fa bazzicava le comitive di via di Donna Olimpia si lascia scappare indiscrezioni che girano sulle chat. «I ragazzi che solitamente girano sulle microcar non si fanno vedere perché temono di essere fermati, anche se magari non hanno fatto niente. Sicuramente in mezzo ci sono anche quelli che hanno fatto cadere l'attore e che hanno spaventato o aggredito anche le altre persone. In questi giorni non si fa vedere nessuno, nemmeno nella sala biliardi di via Ludovica Albertoni. Che solitamente è piena di "macchinette" all'esterno. Nelle chat indicano tutti un "biondino" come quello delle aggressioni, dicono che lì ci andava spesso. Ma io non so chi sia».

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