LIDO (VENEZIA) - Spunta il "giallo" di una seconda imbarcazione - fino ad ora mai individuata - che potrebbe essere coinvolta nell'incidente nautico in laguna in cui lo scorso 23 luglio ha perso la vita Jonny Vido, il pescatore quarantatreenne di Pellestrina finito contro la diga di Ca' Roman a Pellestrina, mentre, insieme al cugino Maicol Gavagnin, stava rientrando in barchino dopo una serata a Chioggia.
Intanto la Procura ha dato il nulla osta perchè possano essere celebrati i funerali di Jonny. La cerimonia funebre si terrà venerdì mattina, alle 10.30, nella chiesa di Ognissanti a Pellestrina. Tutta l'isola si fermerà, in segno di lutto, per dare l'addio all'amico scomparso. La cerimonia funebre verrà officiata da don Renato Feletti, parroco dell'unità pastorale dell'isola. In tanti vorranno stringersi alla mamma di Jonny, Michela, con Marco, gli zii, le zie, i cugini Vanessa e Maicol, quest'ultimo con lui a bordo del barchino al momento nell'incidente, e a tutti i parenti.
L'inchiesta
Tanti i messaggi di cordoglio arrivati in questi giorni alla famiglia: ha già espresso la propria vicinanza anche l'assessore comunale alla Pesca Alessandro Scarpa Marta che ha già espresso la propria vicinanza.
Intanto la Procura continua con indagini a 360 gradi per chiarire l'esatta dinamica del sinistro navale. Nella prima ricostruzione dei fatti ci sono ancora molti aspetti da approfondire. L'unico ad aver reso la sua testimonianza diretta è stato proprio il cugino Maicol Gavagnin, il quale in tutte le sedi, ha ribadito che lui era trasportato nel barchino e non alla guida. Secondo la ricostruzione fornita da Maicol agli inquirenti, al comando c'era proprio Jonny, poi deceduto per annegamento, secondo i primi risultati dell'autopsia effettuata. Il suo racconto è frammentario, con diversi punti oscuri.
Il pubblico ministero Stefano Buccini per questa ragione ha aperto un fascicolo per l'ipotesi di reato di naufragio al momento contro ignoti. Nessuno risulta, per il momento, formalmente indagato. Molto dipenderà dagli sviluppi che arriveranno dall'inchiesta. Sarà disposto, con ogni probabilità, un accertamento tecnico non ripetibile dalla Procura per far luce sulla dinamica. Ma non appena il barchino è stato recuperato sarebbero emerse delle perplessità circa il fatto che possa essersi schiantato da solo contro la diga.
Ci sarebbero dei segni che potrebbero far pensare a una collisione con un'altra imbarcazione prima che il barchino finisse contro la diga. Vista la tarda ora, le 3 di notte, non ci sono altri testimoni che possano fornire una loro versione dei fatti, a parte quella del cugino sopravvissuto. Si stanno ora cercando anche eventuali immagini che potrebbero essere utili allo sviluppo delle indagini. Si sta approfondendo anche l'aspetto relativo alla copertura assicurativa del barchino su cui viaggiavano Jonny e Maicol. Gavagnin si è affidato all'avvocato Gianluca Ghezzo, dello studio Palese, mentre lo stesso avvocato Augusto Palese assiste un parente che risulta essere comproprietario del barchino, anche se non era presente al momento dell'incidente.