Mentre i ministri dell'Interno dell'Unione Europea erano riuniti in videconferenza per discutere della crisi migratoria esplosa a Ceuta, il Mediterraneo e la Manica restituivano ancora una volta il volto più crudele delle rotte della speranza. Diciassette migranti sono morti dopo quindici giorni alla deriva su un barcone diretto alle Baleari. Altri 15 sono stati soccorsi poche ore dopo al largo di Ibiza e, quasi in contemporanea, 157 persone sono state tratte in salvo nella Manica dopo che l'imbarcazione sulla quale viaggiavano ha preso fuoco, costringendole a gettarsi in mare.
L'ultima strage di migranti nel Mare Nostrum emerge dar racconto dei due unici superstiti recuperati nella notte da una motovedetta del Salvataggio Marittimo a 12,6 miglia a sud-ovest di Maiorca. Secondo la Delegazione del governo delle Baleari, il barcone era partito dalle coste del Nord-Africa con 19 persone a bordo. Rimasto senza motore e in balia per le onde per due settimane, si è trasformato in una trappola mortale: uno dopo l'altro, 17 migranti di origini magrebine sono morti di sete, fame e stenti.
Ad avvistare l'imbarcazione alla deriva è stato nella notte il traghetto 'Rosalind Franklin' della compagnia Balearia, in navigazione tra Barcellona e l'Algeria. Dopo l'allarme, i due sopravvissuti sono stati soccorsi dal Salvataggio Marittimo e ricoverati all'ospedale Son Espases di Palma di Maiorca in gravissime condizioni di disidratazione e malnutrizione. Hanno raccontato di essere stati costretti a gettare in mare i corpi dei loro compagni di sventura. Dopo la loro testimonianza, le autorità marittime delle Baleari hanno mobilitato un elicottero e diramato un avviso ai naviganti per cercare eventuali dispersi o i corpi delle vittime. Più tardi una seconda operazione di soccorso si è conclusa con il salvataggio di altri 15 migranti di origine magrebina intercettati su una barcaccia a circa 30 miglia a sud-est di Ibiza. La presidente delle Baleari, Marga Prohens (Partito Popolare) ha accusato il governo Sanchez di sottovalutare la pressione sulle isole, dove "in meno di 24 ore sono arrivate quasi 100 persone". Fino a metà luglio nell'arcipelago erano arrivate 172 imbarcazioni con un totale di 3.244 migranti, circa 140 in meno dello stesso periodo dell'anno scorso.
Intanto nella Manica, una delle rotte migratorie più pericolose d'Europa, un piccolo barcone con 160 migranti ha preso fuoco al confine tra acque francesi e britanniche. I passeggeri si sono lanciati in mare per sfuggire alle fiamme e sono stati tutti tratti in salvo in quella che è stata definita dalle autorità una delle maggiori osperazioni di salvataggio dal 2018. Nonostante il rafforzamento dei controlli e gli accordi tra Londra e Parigi contro i trafficanti, dall'inizio del 2026 oltre 14.500 persone hanno attraversato il canale, sfidando la morte a bordo di piccole imbarcazioni. Un dato in calo del 43% rispetto allo stesso periodo di un anno fa, secondo l'Home Office britannico.
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