
Jaylen Barford, 30 anni, è uno dei leader della Pallacanestro Reggiana Per l’americano è la terza stagione consecutiva in canotta biancorossa
Croce e delizia di staff tecnico e tifosi, per la sua discontinuità, ma anche esempio di attaccamento alla maglia, grinta, e voglia di dare tutto per la Pallacanestro Reggiana. Per questo Jaylen Barford, al terzo anno in canotta Una Hotels, è diventato una tessera imprescindibile nel mosaico allestito da coach Priftis. Anche perché nelle serate in cui tutto gli gira al meglio, diventa incontenibile, pure contro avversari sulla carta più forti di lui. Quest’anno sarà, insieme a Lorenzo Uglietti, co-capitano del team biancorosso. "Sono rimasto sorpreso, ha detto in proposito – è un onore farlo con questo gruppo di ragazzi, speriamo sia una grande stagione e svolgere questo compito a fianco di ‘Uglio’, sarà ancora più entusiasmante".
Barford, le prime impressioni sulla nuova squadra?
"Stiamo cercando di inserire al meglio tutti i nuovi, confidiamo molto su Edwards, sarebbe perfetto per noi se riuscisse a vincere il premio di esordiente dell’anno in serie A, ha cominciato molto bene direi. Ogbeide sta mischiando grande fisicità a tutta la sua energia, Speedy Smith si vede che è già un leader. Cercheremo di essere pronti per l’esordio con Trento".
Riuscirà a regalarci una stagione senza troppi alti e bassi, più costante? Fermo restando che alcune sue performances, che hanno fruttato anche belle vittorie, sono già nella memoria dei tifosi…
"Spero possa essere un anno speciale, il terzo qui a Reggio. Nella scorsa stagione c’erano problematiche generali di sistema offensivo e quindi avevo delle difficoltà anche io, quando abbiamo cambiato ritmo, fluidità, velocità nel gioco e abbiamo trovato un nuovo equilibrio, siamo diventati tutti più costanti". Da parecchio tempo non vedevamo un Usa restare per tre anni di fila nella nostra città. Cosa la lega a Reggio in particolare?
"Ammetto di avere sondato le opportunità di mercato, ma poi mi sono convinto a restare in biancorosso perché, onestamente, qui ho trovato il miglior spogliatoio di tutta la mia carriera, che ci siano ancora diversi compagni dall’anno passato. Che sia rimasto nell’entourage Jamar Smith che per me, è come uno zio saggio. E poi c’è un rapporto speciale con coach Priftis, una figura quasi paterna".
Parlava prima del cambiamento di ritmo dell’anno scorso, avere un playmaker che sa andare in velocità e che, analogamente a Stephen Brown l’anno scorso, ha ottime letture di gioco, aiuterà ad avere maggiore equilibrio tattico sin dall’inizio della stagione?
"Speedy Smith è un giocatore che conosce bene la pallacanestro europea, l’ho visto giocare tante volte e quindi posso dire che è meglio, e molto bello, averlo dalla nostra parte, in un ruolo delicato come quello della regia. Senza dimenticare che il suo cambio sarà Uglietti e quindi non credo avremo mai problemi in quel ruolo".