Da città di passaggio, dai pomeriggi desolati d'estate, a meta di primo piano. Bari col turismo ha vissuto una metamorfosi e allo stesso tempo l'ha vissuta lo stesso settore economico, che cresce a ritmi record. I dati estivi del 2026, confrontati con lo stesso periodo del 2025 (dall'1 giugno al 30 agosto) ne certificano l'evoluzione (Fonte Paytorust). Tra giugno e agosto del 2025 gli ospiti arrivati a Bari erano stati 339.120, con 866.866 pernottamenti. Nell'estate del 2026 la soglia del milione di presenze è stata superata: gli arrivi sono saliti a 380.322 (+12,15%) e i pernottamenti complessivi hanno raggiunto quota 1.011.594 (+16,70%). Cresce anche la permanenza media, che passa da 2,56 a 2,66 notti. L'incremento si riflette sull'imposta di soggiorno, passata da 1.527.128,00 euro nel 2025 a 1.781.580,50 euro nel 2026 (+16,66%). A confermarlo è Pietro Petruzzelli, assessore comunale con delega al ramo: «A Bari il turismo cresce anche d'estate, anche nei mesi estivi, pur non essendo una località turistica balneare, cioè la gente non viene qui per fare mare. E questo è con un trend di crescita che va avanti per tutto il 2026, dopo che nel 2025 abbiamo superato i 2 milioni e mezzo di pernottamenti. Siamo quindi diventati la prima città turistica di Puglia, cioè la città che ha il maggior numero di pernottamenti lo scorso anno, superando anche Vieste».
Un elemento chiave è l'internazionalizzazione dei visitatori. Sebbene l'Italia resti il mercato principale, la quota di turisti italiani scende dal 20,81% del 2025 al 17,29% del 2026. Cresce la Polonia, solida seconda con il 14,71% delle presenze (rispetto al 13,49% del 2025). Bene gli arrivi dalla Romania che, con il 6,83%, scalza dal terzo gradino del podio la Francia, ferma al 6,62% (nel 2025 la Francia era al 7,02% e la Romania al 6,78%). Notevole il balzo dell'Ungheria, passata dal 3,98% al 5,54%, mentre la Germania si attesta al 3,83% e gli Stati Uniti salgono al 3,41% (dal 3,16% del 2025). Completano il quadro la Spagna (3,06%), Bulgaria (2,98%), Regno Unito (2,94%), Argentina (2,35%), Brasile (2,26%), Austria (1,92%), Repubblica Ceca (1,81%) e Paesi Bassi (1,67%).
L'obiettivo è ora governare questo successo. «Adesso dobbiamo lavorare, così come stiamo lavorando, per trasformare il turismo in un turismo sostenibile, cioè trovare delle occasioni e anche una valorizzazione di diversi quartieri della città, non solo quelli del centro cittadino», aggiunge Petruzzelli. A questo scopo si organizzano tour al di fuori delle rotte classiche: le visite a Ceglie del Campo, con il castello dell'anno 1000-1080 che custodisce una cisterna romana sotterranea e un grande giardino pensile, e i tour nel quartiere S. Paolo, con oltre 20 facciate dipinte da artisti della street art. «Quest'anno si aggiunge un itinerario sul mare verso nord, portando baresi e turisti a San Cataldo, al faro e a San Girolamo, con un'esperienza legata agli sport nautici per valorizzare il rapporto con il mare».
A beneficiare dei flussi è l'imposta di soggiorno, dalla quale il Comune ha destinato risorse importanti all'Amiu per l'igiene urbana: «L'anno scorso un milione e mezzo, quest'anno 2 milioni di euro - sottolinea Petruzzelli - e questa cosa ha raggiunto l'obiettivo di non far aumentare la Tari ai baresi nelle bollette che hanno avuto quest'anno e nelle bollette che avranno l'anno prossimo, dimostrazione che il turismo è un'economia che dà anche dei benefici ai cittadini». Un'altra quota sostiene il protocollo con Aeroporti di Puglia per destagionalizzare i flussi. Dopo aver confermato in inverno i voli annuali per Parigi, Bordeaux, Lione e Belgrado (importante per il mercato russo), nell'inverno 2026 si aggiungeranno Londra e Nizza, con lo sguardo rivolto al 2027 per attivare collegamenti diretti con il Nord America e l'Asia.
La crescita impone tuttavia riflessioni sull'unico vero impatto negativo, ovvero la sottrazione di appartamenti alle locazioni di lungo periodo per trasformarli in locazioni turistiche. «E su questo, da questo punto di vista, la nuova legge che la Regione Puglia sta discutendo ci aiuterà abbastanza perché l'intenzione dell'amministrazione comunale, sfruttando la legge che dà la possibilità ai Comuni di governare il fenomeno delle locazioni turistiche, vogliamo porre un tetto alle locazioni turistiche nei quartieri centrali della città come Bari Vecchia, Madonnella e Murat», conclude l'assessore.