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Il pilota della McLaren ha espresso solidarietà nei confronti di George Russell sottolineando, però, che quello lamentato da George è un problema che colpisce praticamente tutti i piloti
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Pubblicato il 21 Luglio 2026 ore 08:00
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Piastri ha contestualizzato lo sfogo di Russell
“Voglio solo la stessa macchina“. George Russell al termine del GP di Spa in Belgio ha scagionato Lewis Hamilton dopo l’incidente e ha insinuato senza troppi giri di parole che il divario che lo separa da Antonelli sia semplicemente di natura tecnica.
Oscar Piastri ha contestualizzato lo sfogo di Russell sottolineando che il collega non ha torto, ma che è un qualcosa con cui hanno a che fare tutti i piloti a prescindere dal fornitore di power unit: “So che George ha avuto parecchi problemi durante il fine settimana e, parlando con altri piloti, la situazione è simile – le parole di Piastri riportate dalla testata racingnews365.com – quando le griglie di partenza vengono decise da computer che funzionano bene o male, è un modo piuttosto pessimo di correre, è chiaro che Russell tenderà a ingigantire la cosa, facendola sembrare molto più grave”.
“Quando rientri da una sessione di qualifica, analizzi le curve e ti rendi conto di essere alla pari con il tuo compagno di squadra ma di ritrovarti con due decimi di ritardo alla fine del giro non è una bella sensazione – ha aggiunto Piastri – dipende da come il sistema gestisce le cose. Le modifiche al flusso di carburante e la riduzione del rilascio di energia non risolveranno questi problemi specifici. È una questione legata alla calibrazione e alla capacità di apprendimento del motore: sono aspetti intrinseci di queste unità motrici. Ovviamente la situazione migliorerà man mano che i costruttori comprenderanno meglio i motori. Non è un problema che riguarda solo noi o Mercedes; parlando con altri piloti, emerge che è un problema comune a tutte le motorizzazioni”.
Anche il giro di lancio è decisivo
“Non è l’ideale, ma succede a tutti, anche agli altri costruttori di motori. Non è quindi un problema specifico nostro, ma è dovuto all’estrema complessità di queste unità. Sono estremamente sensibili a qualsiasi fattore: anche ciò che fai durante il giro di uscita dai box può determinare l’andamento della situazione, rendendo il modo di correre davvero complicato“, ha concluso Piastri.