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Il giovane inglese della Haas ha parlato del proprio futuro, professando il desiderio di guidare per la rossa, ma senza attendere in eterno
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Pubblicato il 31 Luglio 2026 ore 09:16
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Cuore rosso, ma a tempo
Recentemente Ollie Bearman è stato al centro di alcune interessanti voci di mercato. Il giovane pilota della Haas, considerato uno dei talenti più promettenti all’interno della griglia di Formula 1, è stato infatti accostato alla Red Bull nell’ipotesi – che però ora sembra tornata a essere abbastanza remota – di un addio al team di Max Verstappen al termine di questa stagione. Il dettaglio particolare è che Bearman è un pilota dell’academy Ferrari, ha esordito in F1 proprio con la rossa sostituendo all’ultimo momento Carlos Sainz nel GP di Arabia Saudita 2024 e sembrerebbe il pilota destinato, in una sorta di ipotetica ‘linea di successione’, a vestire la tuta rossa quando Lewis Hamilton avrà lasciato la squadra di Maranello.
Vista la deludente stagione 2025 del sette volte campione del mondo in tanti avevano immaginato che Bearman sarebbe potuto salire al volante della Ferrari come pilota titolare già nella stagione 2027, ipotizzando che un’altra annata al di sotto delle aspettative avrebbe spinto Hamilton al ritiro. Invece, pur con qualche imperfezione, Hamilton è risorto sportivamente in questo 2026, conquistando la sua prima vittoria da ferrarista e arrivando alla pausa estiva da secondo nel Mondiale a 50 punti di distanza dal leader Antonelli.
Un inglese dopo l’altro
In un’intervista rilasciata al podcast ufficiale della F1, Beyond The Grid, Bearman ha ammesso che il successo di Hamilton a Barcellona è stato ambivalente per lui a livello emotivo: da un lato c’è stata la gioia di vedere trionfare con la Ferrari uno dei suoi idoli sportivi, dall’altra la consapevolezza di quello che questo trionfo poteva significare per il proprio futuro: “È davvero figo vederlo [Hamilton] a questo livello. Vedere vincere la Ferrari con il miglior pilota britannico, il miglior pilota che abbiamo mai visto in F1, è qualcosa di davvero speciale. Certo, in termini di futuro [per me], non è l’ideale. Ma sono ancora giovane. Ho solo 21 anni. Non ho fretta. E per me, rimanere alla Haas per il prossimo futuro non è una brutta cosa”.
Bearman però è disposto a pazientare per un po’, non per sempre: “Il mio obiettivo resta quello di essere un pilota Ferrari un giorno – ha chiarito – ovviamente però non voglio starmene seduto ad aspettare per 3-4-5 anni in attesa che si liberi un sedile, perché non ci sono garanzie e rischierei di sprecare i miei anni migliori. Il mio obiettivo ultimo – forse è un po’ egoistico, ma va bene perché è il motivo per cui sono qui – è competere per dei titoli Mondiali; perciò se dovessi avere questa opportunità da qualunque parte la prenderò“. A Maranello sono avvisati: puntare troppo sul campione del passato può compromettere il futuro.