L'effetto domino in cui sperava il governo Meloni sembra funzionare. Al price cap annunciato da Q8, Eni e Ip per i prezzi di benzina e diesel potrebbe aggiungersi anche Tamoil. Il taglio potrebbe arrivare in tempi brevi. Lo lascia intendere Palazzo Chigi, che parla di dialogo "ben avviato". I prezzi scontati delle grandi compagnie sono però insostenibili per i piccoli operatori, che lamentano distorsioni di mercato. Il ministro dell'Ambiente Pichetto si appella al senso di responsabilità dei produttori di carburanti.
Tamoil verso lo sconto
Fonti di Palazzo Chigi hanno fatto sapere che dopo le decisioni assunte da Eni, IP e Q8, "sono molto ben avviate" le interlocuzioni tra la presidenza del Consiglio e il governo libico per favorire l'adesione di Tamoil all'appello sul price cap dei carburanti.
"Prezzi insostenibili"
C'è però un problema: i piccoli operatori comprano benzina e gasolio dagli stessi colossi che hanno messo il price cap e ora subiscono la loro concorrenza sul prezzo. Eni, Ip e Q8 insieme hanno il 55% del mercato italiano. Se abbassano i prezzi, vendono di più. Sul mercato all'ingrosso però si riduce la disponibilità di prodotto, e i prezzi per i piccoli operatori si alzano, annullando i loro margini di profitto.
"Deve esserci un po' di senso di responsabilità anche da parte dei gestori della catena, a partire dagli stessi produttori", ha commentato il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin.
Chi resta fuori
Lo sconto dei grossi gruppi però vale solo per i distributori al pubblico, non per la rete che rifornisce le imprese di autotrasporto, agricoltura e pesca. Confcooperative Agroalimentare e Pesca segnala che il gasolio per i pescherecci dall'inizio della guerra in Iran è aumentato fino al 200%. A Porto Empedocle (Agrigento), i pescatori annunciano che domani non scenderanno in mare: "Anziché indebitarci, è meglio restare fermi".