Il test su cinque distributori: tutti al rialzo rispetto a tre mesi fa, tre hanno superato la cifra che il Governo aveva tentato di calmierare. Federconsumatori: "Diesel ridotto fino a giovedì prossimo, ma non basta".

Un automobilista intento a fare rifornimento

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Da un lato il taglio delle accise sul gasolio, che incide 17 centesimi in meno al litro (ma solo fino a giovedì 6 agosto, salvo proroghe). Dall’altro la benzina, rimasta fuori dal decreto ed è tornata a sfiorare livelli record. In una fase particolarmente difficile per gli automobilisti, tra l’altro a ridotto del grande esodo di agosto, siamo tornati a percorrere le strade di Forlì confrontando i prezzi del self service nelle stesse pompe che avevamo monitorato il 2 maggio scorso, quando il Governo aveva calmierato il costo dei carburanti di 5 centesimi al litro. E tutte risultano aumentate.
Giovedì, alla stazione Retitalia di viale Bologna, la benzina era venduta a 1,928 euro al litro, contro gli 1,919 rilevati a maggio. In viale Roma, al distributore Esso, la benzina senza piombo è passata da 1,879 a 1,979 euro al litro. E ancora l’Eni di viale Due Giugno: il prezzo è di 1,989 euro al litro (il più alto del nostro rilevamento), mentre a maggio si fermava a 1,960. Discorso leggermente diverso per il Tamoil (1,939 euro al litro) e il Q8 (1,969), entrambi in zona Romiti: a inizio maggio entrambe si attestavano su 1,719 euro al litro, ma in quei giorni di ‘ponte’ alcuni prezzi erano ridotti di 20 centesimi (questa era l’entità del precedente taglio del Governo). Nel nostro ‘campione’ si può notare che, dopo tre mesi, tutte sono aumentate (e il ‘servito’ è ancora più alto). E tre hanno superato la cifra che il Governo aveva tentato di calmierare a maggio.
I numeri raccontano un cambiamento di percezione oltre che di mercato: prezzi che solo pochi mesi fa sembravano eccezionalmente elevati vengono già rimpianti, mentre il timore è che la spinta al rialzo non sia ancora terminata. "La scelta di abbassare le accise solo sul diesel – commenta la presidente provinciale di Federconsumatori, Serena Balzani – non sembra avere l’obiettivo di rispondere al problema degli automobilisti, ma appare a tutti gli effetti come un’operazione di propaganda, senza una strategia di fondo. Probabilmente si è voluto rassicurare il settore dell’autotrasporto, ma il problema riguarda anche i pendolari e chi si prepara a partire per le ferie e deve fare i conti con costi sempre più proibitivi. Lascia perplessi anche la durata limitata della riduzione sul diesel: vedremo se arriverà una proroga oltre il 6 agosto". Balzani solleva anche un’altra obiezione: "È difficile non sentirsi vittime di una dinamica speculativa: a ogni nuova crisi internazionale la benzina aumenta nel giro di poche ore, come se non esistessero scorte e depositi su cui fare affidamento".
Anche Nicola Catania, benzinaio e presidente della Faib Confesercenti di Forlì, definisce lo sconto deciso dal Governo un "contentino per i vacanzieri", incapace però di dare una reale svolta, sia per la durata limitata della misura, sia perché non interviene sulle politiche delle compagnie petrolifere. "Sarebbe stato meglio – osserva – che il Governo avesse raggiunto un accordo con le compagnie, come si faceva negli anni Ottanta. Altrimenti si continua come adesso: in questi giorni, per esempio, il prezzo del barile sta leggermente calando, ma quello alla pompa resta elevato, e non per responsabilità dei benzinai, bensì per le scelte delle compagnie".
Catania porta l’esempio di Eni, il marchio con cui lavora: "Dal 1° luglio il diesel è aumentato di 30 centesimi al litro, mentre la benzina è salita di 17 centesimi. È probabilmente per questo che il Governo ha deciso di intervenire sul diesel, introducendo peraltro uno sconto non annunciato che, nei primi giorni, è stato sostenuto dai benzinai che avevano acquistato il carburante a prezzo pieno. È vero che in queste ore le vendite sono aumentate, perché molti automobilisti hanno approfittato dello sconto per fare il pieno, ma alla fine il risparmio sarà di appena pochi centesimi che non faranno la differenza, mentre il problema dei rincari, molto più strutturale, resterà irrisolto".
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