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Bianca Guaccero: «Per colpa degli attacchi di panico facevo fatica a uscire di casa: l'arte mi ha insegnato ad accettarmi per quella che sono e a volermi bene. Sogno una nuova stagione di Capri e di tornare un giorno a Sanremo, con cui ho un debito»

July 12, 2026

Ospite della decima edizione del BCT, il Festival della Televisione e del Cinema di Benevento, la conduttrice riflette su quello che la vita le ha dato e lancia un messaggio: «La meritocrazia è qualcosa che dovrebbe essere un po' più presente oggi»

12 luglio 2026

Bianca Guaccero «Per colpa degli attacchi di panico facevo fatica a uscire di casa l'arte mi ha insegnato ad accettarmi...

Stefania D'Alessandro/Getty Images

È una Bianca Guaccero grata e sorridente quella che sale sul palco della decima edizione del BCT, il Festival della Televisione e del Cinema di Benevento ideato e diretto da Antonio Frascadore. Durante l'intervista a Piazza Federico Torre, la conduttrice, attrice e cantante ripercorre diverse tappe della sua vita. Incluso il Festival di Sanremo che ha co-condotto nel 2008 assieme a Pippo Baudo, Andrea Osvart e Piero Chiambretti: «Pippo per me è stato un papà artistico importantissimo: mi ha protetta e mi ha fatto vivere il grande sogno anche se, a dirla tutta, io con Sanremo ho un piccolo debito. Quell'anno, infatti, la mattina del debutto mi sono svegliata senza voce, come se Ursula me l'avesse rubata: non riuscivo più a parlare, forse per colpa dell'aria condizionata o per l'emozione. Fatto sta che sogno di tornare di nuovo a Sanremo con la mia voce. Ho avuto la fortuna di farlo a 27 anni: mi piacerebbe ritrovare quell'emozione, magari un giorno», racconta Bianca Guaccero che, insieme agli altri membri del cast di Capri, si augura che la Rai investa di nuovo sul prodotto e realizzi una nuova stagione («Sarebbe bello ritrovarsi tutti insieme. Anche con qualche ruga in più»).

Bianca Guaccero «Per colpa degli attacchi di panico facevo fatica a uscire di casa l'arte mi ha insegnato ad accettarmi...

Stefania D'Alessandro/Getty Images

Il momento più emozionante è quando ricorda i complimenti che Raffaella Carrà le fece in diretta mentre conduceva Detto fatto su Rai2: «Le parole di Raffaella Carrà, in quel momento della mia vita, sono arrivate un po' come quando la macchina finisce la benzina e hai bisogno di rifare il pieno: a volte perdi un po' la speranza, ti dici che forse non ce la farai, non sei adatta, sei troppo buona, sei fuori dai giri. Dopo quelle parole ho capito che non dovevo essere più niente: dovevo solo essere me stessa. Perché lei, il mio mito assoluto, mi ha fatto il grande dono di iniziare davvero a crederci, a sognare. E le sue parole per me sono ancora oggi una spinta contro tutto e tutti». Quanto ci mancano, però, i bei varietà di una volta nella televisione di oggi? «Ho fatto grandi riflessioni su questo, cercando di capire perché - dice Bianca Guaccero -. L'ultimo, forse, è stato quello di Fiorello. Adesso è cambiato tutto, la gente vuole conoscere i personaggi come persone. La storia, però, è ciclica: magari un giorno, il varietà tornerà. Spero solo di non essere troppo vecchia per allora».

Bianca Guaccero «Per colpa degli attacchi di panico facevo fatica a uscire di casa l'arte mi ha insegnato ad accettarmi...

Stefania D'Alessandro/Getty Images

Inevitabile il ricordo dell'esperienza a Ballando con le Stelle che l'ha vista sollevare la coppa nel 2024 insieme a Giovanni Pernice: «Ci allenavamo otto ore al giorno: ho perso sette chili durante il programma. Ricordo che, due sere prima della finale, avevamo provato tutto il giorno fino a quando, con Giovanni, non mi è venuta voglia di un arancino e una birra: non l'avessi mai fatto. Sono stata male tutta la notte e il giorno dopo, quando Milly mi ha vista bianca come un lenzuolo alla prova generale, mi ha detto di tornare a casa, di riposarmi e di non preoccuparmi: avrei provato il giorno stesso della finale con calma. Così ho dormito 18 ore e ho affrontato la finale molto riposata e completamente digiuna». Che cos'è, però, che le ha lasciato davvero Ballando? «Ballando è un'avventura infinita verso sé stessi: non è solo una gara di ballo. Mi ha aiutato tantissimo a raccontarmi e non avere paura di dire per la prima volta che ho sofferto di attacchi di panico, una cosa che non avevo mai condiviso perché mi ha sempre fatto sentire diversa. Vedevo tutti gli altri belli, scintillanti e vincenti mentre io, che ho sempre fatto fatica a chiedere aiuto, mi sentivo sbagliata».

Pippo Baudo Andrea Osvart e Bianca Guaccero al Festival di Sanremo 2008.

Pippo Baudo, Andrea Osvart e Bianca Guaccero al Festival di Sanremo 2008.Alberto Terenghi / ipa-agency.net

«Raccontare quella tragedia mi ha portato ancora di più l'affetto delle persone: per anni sono rimasta chiusa in casa perché anche le cose più semplici, come andare a scuola e uscire la sera con gli amici, mi pesavano tantissimo. Appena mettevo il piede fuori, temevo di stare male. Non avrei mai pensato che, raccontandolo, le persone mi ringraziassero per le mie parole perché si sono riconosciute anche loro in quel tipo di problema: è come se mi avessero un po' alleggerito il cuore. Questa condivisione ci ha reso più forti. L'arte mi ha insegnato, prima di tutto, ad accettarmi per quella che sono e a volermi bene. Se incontrate persone che si credono perfette, allontanatele: sono le peggiori». Dopo aver ricordato anche l'esperienza di Dalla strada al palco con Nek - «La cosa bella del programma era vedere questi artisti incredibili che si esibivano per la strada perché, per loro, quella era l'ultima spiaggia. La meritocrazia è qualcosa che dovrebbe essere un po' più presente oggi, secondo me. E basta» -, Bianca Guaccero riflette anche sulla conquista più grande della sua vita: «Ho imparato a perdere e che il tempo è la cosa più importante che abbiamo: non importa quanto, ma come. Spesso, quando le cose le abbiamo, non ce ne rendiamo conto. Poi, quando le perdiamo, riflettiamo su quanto eravamo fortunati. Perdere per me ha dato ancora più importanza e valore a quello che ho».

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