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Blocchi autostradali e supermercati vuoti, continua la protesta degli autotrasportatori: "Coscienti dei disagi, non abbiamo alternative"

October 21, 2026
Daniele Tempera
La protesta dei tir in Calabria (Foto LaPresse)

La protesta degli autotrasportatori va avanti e in Calabria proseguirà fino al 27 ottobre. Mentre i tir restano nei presidi contro il caro carburante, crescono le difficoltà per imprese e commercianti: le consegne rallentano, alcuni prodotti freschi iniziano a scarseggiare e gli industriali lanciano l’allarme sulle conseguenze di un’altra settimana di fermo.

Blocchi autostradali, aeroporti chiusi, supermercati vuoti: cosa sta succedendo 

E invece di regredire, la protesta si allarga. Nella mattinata di oggi, mercoledì 21 ottobre, la mobilitazione ha provocato disagi anche sulle autostrade campane. Dalle 7 circa sono state segnalate chiusure al nodo tra l’A1 e l’A30 Caserta-Salerno per chi arriva da Roma, allo svincolo di Nocera-Pagani in uscita da entrambe le direzioni e al collegamento tra l’A1 e la Sp1 Casoria, per chi proviene dalla capitale ed è diretto verso la statale Appia. Nei tratti interessati si sono formate code fino a tre chilometri verso Napoli e due verso Roma, con polizia stradale e personale di Autostrade sul posto.

🚛 Salerno, oltre 14 ore no-stop di presidio degli autotrasportatori alla barriera Salerno-Mercato San Severino (A30, km 49,7), attivo dalle 22:30 di ieri. I tir restringono le carreggiate: le auto passano a passo d’uomo tra i varchi aperti https://t.co/PW3kzGY7yb

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E al Sud, gli aeroporti di Reggio Calabria e Crotone sono rimasti senza carburante: con le autorità dei due scali calabresi che hanno raccomandato le compagnie di garantirsi del carburante sufficiente per l'andata e il ritorno dallo scalo. 

Il carburante, del resto, comincia a scarseggiare anche in molti distributori: a Napoli si segnalano, ad esempio, lunghe file alle stazioni di servizio preso letteralmente d'assalto dagli automobilisti.

L'incontro con il ministro Salvini e la delusione degli autotrasportatori 

Il tutto mentre il governo sbandiera di aver stanziato circa un miliardo di euro per il settore per bocca del ministro Salvini che ieri ha incontrato i promotori delle agitazioni al Sud. Un incontro che però ha deluso completamente la controparte (che smentisce le cifre del ministro) e ha prolungato l'impasse. 

"Volevamo un bonus straordinario sul gasolio, in realtà hanno stanziato solo 60 milioni di euro. Premessa, ieri è arrivato il ministro Salvini dicendo: ‘Abbiamo una buona notizia, abbiamo sbloccato dei pagamenti’. Vedendo poi nel dettaglio abbiamo capito che questi sblocchi erano crediti di imposta già approvati, che aspettavamo già da tempo, in sostanza il nulla - spiega a Today.it Mario Pansini, coordinatore di Fedralog - l'unico impegno è stato questi 60 milioni per cui non abbiamo nemmeno il decreto attuativo, sulle domande del bonus gasolio che faremo per settembre e ottobre. In pratica su ogni 100 euro di gasolio in più pagati, andremo a recuperare tra i 10 e i 20 euro. È davvero troppo poco". 

Nuova protesta degli autotrasportatori stamattina a Campobasso. Una colonna di mezzi pesanti scortata dalle forze dell’ordine è entrata in città da Porta Napoli poco prima delle 10z #protesta #tir #autotrasportatori #carocarburante (Video fb, TeleMolise) https://t.co/Z9FiDXBa5M

— MC (@Virus1979C) October 21, 2026

"Anche sul prezzo del gasolio extrarete (quello acquistato direttamente dai fornitori per rifornire le flotte aziendali ndr) abbiamo ricevuto solo promesse. Nel frattempo le aziende rischiano di fallire: oggi non hanno ancora ricevuto il credito d’imposta e da marzo a ottobre hanno esaurito la liquidità che avevano" osserva Pansini. 

Cosa potrebbe succedere se lo sciopero prosegue per un'altra settimana 

A sbloccarsi è stato però lo sciopero in Sicilia, dove gli autotrasportatori hanno visto lo sblocco del cosiddetto "bonus mare" del 2025, relativo all’uso dei traghetti, incentivo economico statale destinato alle imprese di autotrasporto che scelgono di imbarcare i propri veicoli pesanti sulle navi lungo le rotte marittime nazionali (le cosiddette "Autostrade del Mare"). Altrove, dalla Calabria alla Campania la protesta continua a le conseguenze potrebbero essere pesanti per tutti. 

Situazione attuale dalla Puglia. Ed è così in tutti i supermercati. https://t.co/F1TiFg3cze

— sassu ◟̽◞̽ (taylor's version) ☘️ (@sassusassuu) October 21, 2026

Secondo un sondaggio condotto da Confesercenti tra imprese associate del commercio alimentare, dai negozi specializzati ai minimarket e supermercati, quattro attività su dieci segnalano difficoltà di approvvigionamento. Le criticità si concentrano soprattutto sui prodotti freschissimi, in particolare sull'ortofrutta e sulle produzioni agricole provenienti dalle regioni meridionali. Si registrano anche le prime tensioni sui prezzi. Il rischio è insomma da un lato la carenza di prodotti e il calo della produzione, dall'altro l'inizio di una vera e propria spirale inflazionistica. E l'allarme è lanciato anche dal mondo industriale: la carenza di forniture potrebbe presto portare a blocchi della produzione con alcune aziende calabresi, ad esempio, che lamentano del mancato arrivo di acciaio e bitume necessari per la produzione. 

Uno scenario che non sfugge ai promotori della protesta: “Ci rendiamo conto del disagio dei cittadini e che la situazione al Sud è diventata drammatica. L'obiettivo è resistere fino al 27, un traguardo difficile che può essere pesante per tutti. Quello che so è che molti autotrasportatori sono determinati ad andare fino in fondo e lottare fino alla fine, dicono: ‘falliti per falliti è meglio rimanere fermi’. Purtroppo non abbiamo alternative, non possiamo lavorare a queste condizioni - osserva Pansini che aggiunge - sappiamo di avere la solidarietà di molti cittadini, oltre fare parte di una protesta che coinvolge altre categorie come ad esempio i lavoratori agricoli e gli edili. Per non parlare degli studenti nelle scuole. La speranza è che questo segnali arrivi al governo per smuovere davvero qualcosa". 

Cosa chiedono gli autotrasportatori e cosa dice (finora) il governo 

Lo scenario attuale è però quello di un vero e proprio muro contro muro. "Ovviamente siamo vicini a tutti coloro che lavorano e ne capiamo la sofferenza - ha dichiarato oggi Salvini a un'intervista a Radio Anch'io, su Radio 1 - Ma altra cosa sono i blocchi illegali, altra cosa è danneggiare milioni di altri lavoratori: i produttori, gli agricoltori, i pescatori, i pendolari, gli agenti di commercio, cioè coloro che fossero bloccati oggi sulla A1 in questo momento a Salerno per dei blocchi illegali proibiti dalla legge. Lì stiamo parlando di un'altra questione, stiamo parlando di illegalità”.

E l'impressione è che, al netto della polemica sui numeri degli stanziamenti (per le associazioni di categoria molto inferiori a quelle dichiarate dal governo), il muro contro muro sia anche sugli interventi a fare fronte a una crisi che è anche strutturale. 

"Noi vogliamo dei costi minimi di sicurezza, le tariffe sono troppo basse, stiamo lavorando sotto costo. Servono tariffe più alte e bisogna evitare che qualche autotrasportatore scorretto applichi concorrenza sleale e scenda sotto questa soglia, magari tramite sistemi di fatturazione elettronica. Ne parliamo dal 2022, Salvini ieri ci ha detto che farà un piano di studi - sottolinea Pansini, che poi conclude - È poi essenziale un tetto massimo al prezzo del gasolio per gli autotrasportatori, con iniziative strutturate come viene fatto oggi per gli agricoltori". 

L'impressione è insomma quella di una paralisi, difficile da sbloccare, almeno nel breve periodo. E i costi potrebbero essere alti per tutti.