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Blocchi tir, l’allarme di Legacoop: “Anche qui ripercussioni per logistica e agroalimentare”

October 25, 2026
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L’associazione esplicita la sua forte preoccupazione. “Pesanti criticità per la raccolta dei kiwi” presidente Lucchi: “Le tensioni non sono solo un’emergenza ma il risultato di differenze sociali”

Alcuni camion bloccati

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Cesena, 25 ottobre 2026 – I blocchi ai trasporti dell’ortofrutta in Campania, Sicilia e Puglia stanno mettendo in difficoltà anche l’agroindustria romagnola, con pesanti ripercussioni sulla raccolta del kiwi, una delle produzioni più importanti del settore. Le proteste che da oltre una settimana interessano il Mezzogiorno si ripercuotono sulle imprese del territorio, già alle prese con il caro energia e l’aumento dei costi. A soffrire sono anche la pesca, la logistica e l’autotrasporto, colpiti da uno dei maggiori rincari del carburante degli ultimi anni. Senza dimenticare la grande distribuzione e tutte le filiere industriali che dipendono dal trasporto su gomma, attraverso il quale viaggia l’87% delle merci italiane.

Quadro di forte preoccupazione

È un quadro di forte preoccupazione quello tracciato da Legacoop Romagna, che registra timori e malumori diffusi praticamente in tutti i comparti del mondo cooperativo. A lanciare l’allarme è il presidente Paolo Lucchi, affiancato dai vicepresidenti Romina Maresi (vicaria) e Valerio Brighi: in una nota, l’associazione richiama l’attenzione non soltanto sulle conseguenze immediate delle proteste, ma anche sulle ragioni profonde del malessere economico e sociale che attraversa il Paese. Inflazione, aumento del costo della vita, crisi dei consumi, salari sempre meno adeguati, rincari energetici e mancanza di politiche industriali capaci di sostenere lo sviluppo sono problemi che, secondo Legacoop, si trascinano da troppo tempo.

Il discorso politico di Legacoop

Il discorso di Legacoop si sposta sul piano politico: secondo i vertici dell’associazione cooperativa, le tensioni che stanno attraversando l’Italia non possono essere considerate soltanto un’emergenza legata alle proteste di questi giorni. “L’Italia sta raccogliendo il risultato di una programmazione economica e finanziaria che, ormai da anni, ha finto di non vedere l’aumento delle differenze sociali e la ghettizzazione di intere categorie di lavoratori, di studenti e di famiglie”. E rilancia: “Il primo fattore di preoccupazione, anche per i romagnoli, è la percezione sempre più radicata che il Paese sia davvero davanti al baratro. A dilagare è una sfiducia nel futuro che inibisce i pensieri costruttivi, la disponibilità al confronto, la pazienza della mediazione”.

Misure economiche

Intanto, sul fronte delle misure economiche, prosegue il confronto con il Governo. Legacoop nazionale e altre organizzazioni di categoria, scrivono, “da mesi hanno messo sul tavolo una serie di proposte per contrastare la crisi energetica e sostenere le imprese. Nei colloqui, ripresi martedì scorso, si registra una disponibilità dell’esecutivo a mettere a disposizione nuove risorse, anche attraverso strumenti come il credito d’imposta”. Misure che, sottolinea Legacoop, sarebbero però dovute arrivare già da settimane. “Massima è l’allerta nel verificare la pianificazione concreta degli aiuti. Ma, è inutile negarlo, aleggia anche una certa sfiducia”, osservano Lucchi, Maresi e Brighi. La richiesta è che gli interventi non si limitino a tamponare l’emergenza.

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