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BLUE REFLECTION Quartet - Recensione - GameScore

August 9, 2026

BLUE REFLECTION Quartet

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La saga di videogiochi “BLUE REFLECTION” è sempre stata molto strana. Si propone, infatti, come un GDR a turni in contesti contemporanei, con protagoniste delle giovani liceali che si ritrovano in ambienti bislacchi e con superpoteri insoliti. Qui su GameScore ne avevamo parlato nel lontano 2021 e, di recente, è stata proposta una nuova edizione che contiene tutto il franchise: “BLUE REFLECTION Quartet”.

Attraverso questa recensione cercheremo di comprendere appieno la natura di questo pacchetto di videogiochi, le caratteristiche principali del franchise e se ci sono note particolare da considerare, in vista di un potenziale futuro acquisto.

BLUE REFLECTION Quartet
Ciascun capitolo della serie ha caratteristiche un po’ uniche, dovute alla natura multisettoriale di questo franchise

“BLUE REFLECTION Quartet” è un videogioco che svolge il ruolo di collection ottimizzata di tutti i capitoli della saga, ovvero “BLUE REFLECTION”, “BLUE REFLECTION: RAY”, “BLUE REFLECTION: SUN” e “BLUE REFLECTION: Second Light“. I seguenti giochi sono stati aggiornati e migliorati, proprio per andare incontro alle necessità di migliorare l’intero franchise in questione.

Il videogioco in questione unisce i temi dello “slice of life” con il tema dei combattimenti a turni, in quanto le protagoniste hanno la capacità di viaggiare tra i due mondi per eliminare tutte le minacce che potrebbero distruggere la Terra. Attraverso il proprio ruolo di “Reflector”, Shirai Hinako e molte altre protagoniste vivranno storie abbastanza simili, tra linee temporali e universi paralleli ben distinti tra di loro.

Uscendo dal mero contesto narrativo e concentrandosi sul gameplay, ogni capitolo della serie ha un metodo leggermente diverso di approcciarsi ai fatti narrati. Se dovessimo cercare un filo conduttore, possiamo notare la presenza di un forte comparto narrativo accompagnato da combattimenti a turni, in cui le protagoniste usano la loro forma “Reflector” per sconfiggere le minacce. Ogni capitolo della serie si basa su questo concetto, con varie proposte alternative inerenti a come si interagisce col mondo oppure con meccaniche secondarie, quali possono essere la costruzione di oggetti.

Acquistare “BLUE REFLECTION Quartet” implica il fatto di mettere le mani a uno dei franchise di maggiore nicchia con il coinvolgimento di Gust (lo stesso team autoriale della serie di Atelier) e, per questa versione, si è cercato di ottimizzare l’esperienza generale. Come prima cosa, partendo dal presupposto che gli acquirenti possano già aver giocato qualche capitolo della serie, sono presenti ottimizzazioni alla qualità della vita e la possibilità di velocizzare diversi aspetti del gioco, diminuendo parte della lentezza dell’opera. Inoltre, sono stati implementati alcuni contenuti aggiuntivi che aumentano in modo deciso alcuni dei capitoli qui presenti. Per fare un esempio, il videogioco “BLUE REFLECTION: Second Light” presente in questo pacchetto è stato notevolmente aggiornato, inserendo nuovi personaggi giocabili provenienti dagli altri giochi della serie.

BLUE REFLECTION Quartet
I giocatori possono giocare qualsiasi capitolo nell’ordine che si desidera. Purtroppo, per capire meglio la storia serve giocare obbligatoriamente in ordine cronologico.

Il contenuto più utile che è stato implementato in “BLUE REFLECTION Quartet” non è legato al miglioramento alla qualità della vita. Sembra strano a dirsi, ma tutta la funzione delle Reference permette di apprezzare al meglio tutto il franchise. I lettori di questa recensione, infatti, devono sapere che la tetralogia di BLUE REFLECTION non è facile da seguire, specialmente perché la conclusione del primo capitolo comporta una catena di eventi, diramazioni e catene alternative di eventi che stravolgono tutti i giochi successivi.

Per questo motivo, in “BLUE REFLECTION Quartet” è stata inserita una funzione Reference che non solo raccoglie tutte le illustrazioni, ma include tutto il glossario (tipico nei videogiochi con componente narrativa forte) e una lista dei personaggi, contenente ogni figura chiave nei quattro capitoli della serie e con un profilo dettagliato che illustra il suo sviluppo nel corso della storia. L’acquirente finale deve aspettarsi di tornare diverse volte nella sezione Reference proprio per capire le relazioni tra i vari personaggi, elemento da non considerare scontato.

Quali sono le limitazioni più rilevanti all’interno di “BLUE REFLECTION Quartet”? Un primo aspetto è l’assenza della lingua italiana, elemento che rende meno accessibile questo videogioco all’interno del mercato nostrano. Questo è da considerarsi ulteriormente rilevante per quanto concerne la trama, che è molto caotica. Il problema principale di questo pacchetto (e, da un certo punto di vista, la sua peculiarità) è che la serie di BLUE REFLECTION è estremamente caotica dal punto di vista della narrazione.

Se il primo capitolo è complessivamente buono e facile da seguire, a partire dal secondo videogioco presente in questa collezione si inizia ad avere serie difficoltà. Al giocatore è richiesto – in modo sottinteso – di aver visto la serie animata (disponibile in Italia tramite Crunchyroll) e diversi contenuti non vengono mai approfonditi del tutto, oppure ci sono collegamenti parziali tra i vari capitoli della saga. L’aggiunta di vari personaggi nel quarto capitolo della serie disponibile in questo pacchetto è parte del tentativo di collegare meglio il franchise, anche se il risultato non è eccellente.

BLUE REFLECTION Quartet

Alla fine, trovo che “BLUE REFLECTION Quartet” sia la conferma di quello che è diventato ai giorni nostri: un franchise di estrema nicchia che beneficia parzialmente di questa situazione. I giocatori difficilmente giocheranno i videogiochi di questa collezione per il gameplay, ma focalizzeranno la propria attenzione sull’idea di fondo, l’ambientazione insolita e per i messaggi che l’opera desidera condividere. I vari capitoli della serie, infatti, hanno un messaggio di fondo non banale che può ruotare attorno a tematiche un po’ serie, elemento da considerare.

“BLUE REFLECTION Quartet” cerca di vendersi al pubblico come la migliore edizione disponibile, cosa che è effettivamente vera. Tutti i capitoli sono stati migliorati nel comparto tecnico e risulta molto piacevole rimettere mano a certi videogiochi. La funzione Reference, inoltre, è eccezionale ed è parte del potenziale successo del pacchetto. In ogni caso, “BLUE REFLECTION Quartet” richiede un livello di impegno non indifferente, dovuti a una struttura del gameplay che può cambiare notevolmente fra i vari capitoli e un collegamento tra i vari videogiochi abbastanza faticoso.

Il videogioco in questione merita l’interesse di voi lettori se la stranezza della saga può ispirarvi e se avete voglia di recuperare tutti i media associati. Caso contrario, potreste concludere il vostro viaggio in modo intontito e non sempre piacevole. Ragionare su questi elementi permette di capire se può valere la pena attendere uno sconto oppure passare oltre.

BLUE REFLECTION Quartet

BLUE REFLECTION Quartet – Recensione

PRO

Quattro videogiochi (migliorati) in un unico pacchetto

Uno dei franchise più insoliti in circolazione

La funzione "Reference" è una salvezza!

CONTRO

Assenza della lingua italiana

Narrazione estremamente caotica. Molte persone non riusciranno ad apprezzarla

7.5

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