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Bollette, come cambiano i prezzi dopo l'intesa Italia-Ue? Tetto al gas per i costi più bassi: le modifiche

October 17, 2026

Sono serviti diversi mesi. Ma alla fine governo e Commissione europea hanno trovato l’intesa comune sul meccanismo temporaneo per ridurre il costo dell’energia elettrica in Italia a beneficio dei clienti con forniture a prezzi variabili. In pratica, sarà applicato una sorta di tetto. Il sistema, inserito nel decreto Bollette dello sorso febbraio, prevede che, per 18 mesi, lo Stato rimborserà i produttori di energia elettrica quando il gas supererà una certa soglia a megawattora (Mwh). La misura che rivede quanto deciso lo scorso inverno sposta il prezzo di riferimento da quello della fonte fossile a quello della fonte da cui si attinge la parte, anche minoritaria, di energia per soddisfare la domanda degli utenti e che determinerà il ricavo dei produttori.

L’intesa ricalca il modello adottato in Spagna e Portogallo nel 2022, il cosiddetto “tope” o eccezione iberica, in vigore fino a maggio del 2023. «Un primo passo importante, frutto di un confronto intenso e costruttivo, che consente di perseguire il nostro obiettivo prioritario: attenuare l’impatto dei costi energetici su famiglie e imprese, limitando gli effetti dell’aumento del prezzo del gas sul costo dell’elettricità», ha commentato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. 

LA NOTIFICA

Al momento, quello raggiunto tra Roma e Bruxelles è un accordo politico: la decisione formale non è stata ancora presa. Il governo dovrà notificare alla Commissione europea la misura che sarà verificata in base alle norme sugli aiuti di Stato in risposta al rialzo dei costi dovuti al conflitto in Medio Oriente. Soltanto a quel punto, l’esecutivo comunitario potrà procedere con l’approvazione. «È stata una trattativa lunga, ma costruttiva che ci ha portato a trovare una soluzione che è molto importante, perché questo ci consente di intervenire sulla generazione del prezzo dell’elettricità e sull’impatto che il costo del gas ha sul prezzo dell’elettricità - ha commentato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al termine della riunione del Consiglio europeo - quindi soprattutto in questi giorni, soprattutto nell’attuale contesto, ci consente sostanzialmente di intervenire per abbassare le bollette» Il lavoro svolto «ha dato i primi risultati: la priorità è ridurre il peso dell’energia su famiglie e imprese, con misure concrete e senza compromessi sulla competitività del nostro sistema produttivo. Su questo continueremo a lavorare con determinazione», ha commentato la viceministra all’Ambiente e alla Sicurezza energetica, Vannia Gava, che in questi mesi ha condotto con le istituzioni europee il tavolo della trattativa che ha portato all’intesa preliminare sul dl Bollette, la cui nuova versione andrà ora inviata a Bruxelles.

Per capire il funzionamento della misura bisogna partire da come si forma il prezzo dell’elettricità all’ingrosso. Se l’Italia ha bisogno di 100 MWh di energia, gli impianti rinnovabili ne offrono 75, gli altri 25 arrivano dalle centrali termoelettriche, quelle che producono corrente bruciando gas. Il mercato funziona con il cosiddetto prezzo marginale: tutta l’energia venduta viene pagata al prezzo dell’ultima unità necessaria a coprire la domanda. In questo esempio è quella prodotta con il gas. Il costo della centrale più cara decide dunque quanto viene pagata l’elettricità di tutti i produttori, rinnovabili comprese. Quando il gas sale, trascina con sé il prezzo di tutta la corrente.

Secondo quanto risulta al Messaggero da fonti di mercato, in base al nuovo sistema, per un anno e mezzo, il rimborso per i produttori scatterà quando il prezzo del gas supererà una soglia attorno o di poco inferiore ai 60 euro megawattora .

Ieri il prezzo del metano al mercato Ttf di Amsterdam, riferimento per il Vecchio Continente, ha chiuso quasi a ridosso dei 90 euro, a quota 89 euro, in rialzo del 2,95 per cento.
Prendendo come riferimento questi livelli di prezzo, una soglia come quella che si potrebbe definire nell’intesa con la Ue porterebbe a un risparmio di circa 25-30 euro a megawattora sul costo dell’energia. E per gli utenti vorrebbe dire in bolletta un sconto per chilowatt ora consumato attorno a 2,5 centesimi.

I dettagli tecnici dovranno essere ancora approvati. Quello che è chiaro è che i rimborsi saranno finanziati con una componente degli oneri generali di sistema, le voci della bolletta che coprono costi collettivi della rete elettrica.

Secondo fonti consultate da questo giornale, si tratterà comunque di una cifra contenuta rispetto ai benefici di cui potranno godere i consumatori a prezzo variabile (che oggi si sovrappongono spesso ai vulnerabili tutelati). Le stesse fonti spiegano anche che i consumatori a prezzo fisso non subiranno variazioni.


I PALETTI

La stessa Commissione europea, da questo punto di vista, ha posto alcuni paletti: «Soltanto i consumatori che beneficiano della misura contribuiranno al suo finanziamento», ha spiegato un portavoce dell’esecutivo comunitario. Inoltre il rimborso potrà coprire esclusivamente l’aumento dei costi del gas. Resteranno fuori i costi legati al sistema Ets, il meccanismo europeo con cui le imprese acquistano permessi per le proprie emissioni di anidride carbonica. Bruxelles chiede anche il pieno trasferimento dei benefici ai consumatori finali. I vantaggi non dovranno restare ai produttori.

«Nel 2022 la Commissione ha approvato un regime volto a ridurre i prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica nel mercato iberico, abbassando i costi di produzione delle centrali elettriche alimentate a combustibili fossili. Tale regime si è rivelato efficace nel raggiungimento di tale obiettivo», ha spiegato ancora la Commissione ricordando i due casi spagnolo e portoghese, «intendiamo valutare la misura e approvarla il prima possibile, una volta che sarà stata formalmente notificata». Servirà quindi ancora qualche tempo prima dell’attuazione definitiva. 

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