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- Bologna, caccia alla vittoria perduta. Rossoblù in Salento da penultimi. Ma la classifica adesso è da brividi
Palladino, dopo il pari all’esordio casalingo con il Torino, ha avuto la possibilità di lavorare sul gruppo. L’ultimo successo di Orsolini e compagni è datato 1 agosto: amichevole con gli olandesi del Cambur. .

Raffaele Palladino ha preso il posto dell’esonerato Domenico Tedesco (Schicchi)

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Penultimi in casa di Di Francesco: non un gran biglietto da visita con cui presentarsi oggi a Lecce. Ma tant’è. Ieri il Genoa si è sbloccato battendo per 2-1 in casa la Fiorentina e agganciandola in classifica, ma soprattutto mettendo la freccia sul Bologna, che adesso se si volta alle sue spalle vede solo il Venezia.
Paura no dopo appena cinque partite e con un nuovo allenatore che invita a non guardare la classifica: ma un bel po’ di ansia sì.
Dall’alto dei suoi 6 punti oggi sta meglio Eusebio Di Francesco, allenatore che sulla strada dei rossoblù da molti anni a questa parte è una presenza fissa a ogni cambio di panchina. Lo è stato di sfuggita anche a fine maggio, quando a Casteldebole si consumò il divorzio da Vincenzo Italiano e l’attuale tecnico del Lecce entrò per qualche giorno nella lista dei papabili. Poi, con Domenico Tedesco, a Casteldebole si scelse il nuovo che avanza: facile dire oggi che sia stato commesso un errore.
A riparare gli effetti di quella scelta, in ogni caso, è stato chiamato Raffaele Palladino, che dopo aver inaugurato la nuova avventura con un pari fin troppo timido (l’1-1 al Dall’Ara col Torino prima della sosta) adesso ha una sola strada per abbandonare la zona rossa della classifica: cominciare a vincere qualche partita.
Come noto, vincere aiuta a vincere e non riuscirci mai allena l’effetto contrario: l’incapacità di piegare gli avversari che alla lunga si fa regola. Basti dire che i rossoblù non vincono una partita dal primo di agosto, quando a Casteldebole ebbero la meglio in amichevole sul Cambuur (doppio 3-1, con formazioni distinte), squadra di serie A olandese che oggi si batte nei bassifondi della Eredivisie.
Anche il Bologna ha toccato il fondo e da oggi deve provare a risalire. Anche perché delle prossime tre trasferte (Lecce, Cagliari e Milan) quella in Salento ha i connotati della meno proibitiva. E in mezzo il calendario colloca una sola partita al Dall’Ara: la sfida in programma tra sei giorni con l’Inter scudettata (auguri). Palladino l’altro ieri ha predicato calma e sangue freddo, ma anche la voglia feroce di riprendersi il maltolto in termini di punti.
Riuscirci in poco tempo dopo il secondo cambio di rotta in pochi mesi però non è scontato. Da Italiano a Tedesco fu una rivoluzione, da Tedesco a Palladino è una mezza rivoluzione: roba da far impallidire Robespierre, uno che di rivoluzioni se ne intendeva. Palladino invece s’intende di panchine cavalcate in corsa: sia al Monza che all’Atalanta il compito di rianimare il gruppo e la classifica gli è riuscito.
Armiamoci dunque di fiducia, che peraltro è la strada obbligata per non fissare una classifica che oggi mette i brividi. Servono nervi saldi, nonché il miglior Orsolini, chiamato a sbloccare la sua personale macchina da gol: al Lecce in carriera ne ha già segnati 7. Servono nazionali pronti ad essere subito (ri)gettati nella mischia: è il caso di Heggem, Helland, Theate, Ferguson e Cambiaghi. Ma soprattutto serve tornare a vincere una partita, cosa che ai rossoblù non succede da 71 giorni.
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