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- Bologna, Palladino per tornare tra i grandi: "Ora dobbiamo ritrovare fame e stimoli"
Presentato il nuovo tecnico: "Mi hanno offerto un progetto, non solo una panchina. Sono determinato e ho buone sensazioni" .

Raffaele Palladino con l’ad Claudio Fenucci

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Nessuna paura, solo fiducia. Raffaele Palladino si presenta così: "Sono felice, entusiasta e ambizioso: il mio primo compito sarà restituire entusiasmo ai giocatori e alla piazza. Ho poco tempo e tanto lavoro da fare, quando si subentra bisogna capire i problemi, stare il più possibile con i giocatori, capirli, per poterci mettere mano. Sono qui per questo. E sono qui perché conosco la dirigenza del Bologna da due anni e mi hanno prospettato un progetto, non solo una panchina. Non avevo mai firmato un triennale prima".
È un progetto che, stando all’ad Claudio Fenucci, riporterà il Bologna a lottare per Coppa Italia ed Europa, nel corso di un triennio: "Da uomini di calcio abbiamo capito che qualcosa non andava. A Napoli abbiamo visto una squadra che per la prima volta in quattro anno non è stata capace di reagire. Al termine i giocatori hanno parlato tra loro. A noi il mister ha prospettato dei cambiamenti che ci hanno dato l’idea di una certa confusione. Il cambiamento, dunque, è stato esclusivamente di carattere tecnico, non abbiamo sentito nessun giocatore della squadra, che con il mister ha sempre avuto un comportamento molto professionale. Sulla base della nostra esperienza ci siamo assunti la responsabilità della decisione, anche perché avremmo rischiato se no di perdere tempo e Palladino. Progetto triennale nell’arco del quale vogliamo tornare a competere per Coppa Italia ed Europa".
Poi l’invito ai giocatori: "Devono ritrovare fame e stimoli". Della serie, ora tocca a loro. Prima di pensare al futuro, tocca però calarsi nel momento delicato e Palladino è pronto: "Sono carico e fiducioso. Ho una squadra forte, giocatori giusti, si può giocare a tre o a quattro, io prediligo la difesa a tre. Soprattutto cambia la metodologia di lavoro e dovremo fare tanto lavoro fisico per ritrovare intensità. Abbiamo poco tempo e tante cose da fare, in vista di sabato: in primis entrare nella testa dei giocatori, conoscerli, capirne umori, pensieri, paure, ambizioni. Questa è una società che ha fatto grandi cose e ci sono giocatori che hanno fatto grandi cose. È mia responsabilità tirarle fuori in fretta. Dobbiamo battagliare partita per partita per toglierci dai bassifondi e poi andare a dare fastidio a chi sta sopra in classifica".
C’è una sosta in vista per apportare i suoi principi e un Torino sabato da battere in tutti i modi per rialzarsi: "Quella di sabato è una partita importantissima. Sfrutteremo la sosta come una sorta di pre ritiro, per migliorare condizione e concetti, lavoreremo tantissimo. Lo faremo anche per recuperare palla più avanti. Bisogna far ritornare l’entusiasmo, non porsi limiti ed essere ambiziosi. Non guardiamo classifica ora, testa bassa e pedalare: ora dobbiamo rialzarci, se vogliamo tornare a dar fastidio davanti"
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