«Mirare e sparare al rabbino». È una delle scritte minacciose comparse sui muri di vicolo Monticelli, a Bologna, insieme ad altre frasi che inneggiano alla violenza contro il sindaco Matteo Lepore e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Un episodio di particolare gravità, sul quale interviene l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (Ucei), denunciando un clima di crescente intimidazione e chiedendo alle autorità di individuare al più presto i responsabili.
Per l'Ucei si tratta di «un fatto gravissimo che non può essere derubricato a vandalismo né liquidato come una provocazione».
Le scritte, infatti, contengono espliciti riferimenti alla violenza fisica e prendono di mira persone e rappresentanti delle istituzioni. «Quando sui muri compare l'invito a sparare contro un rabbino, siamo di fronte a una minaccia che supera ogni soglia di tollerabilità», sottolinea l'organizzazione, esprimendo solidarietà alla Comunità ebraica bolognese e a tutte le persone coinvolte.
L'Unione delle Comunità Ebraiche chiede alla magistratura e alle autorità competenti di avviare con la massima tempestività gli accertamenti necessari per identificare gli autori delle scritte e verificare la natura e la portata delle minacce. Sollecita inoltre un rafforzamento dell'attenzione sulla sicurezza delle persone e dei luoghi ebraici, accompagnato da una presa di posizione netta delle istituzioni, senza ambiguità o sottovalutazioni.
L'episodio assume un significato ancora più inquietante per la coincidenza con la ricorrenza del 9 ottobre, anniversario dell'attentato terroristico alla Sinagoga Maggiore di Roma del 1982. Quella mattina un commando palestinese attaccò i fedeli che uscivano dal Tempio dopo le celebrazioni di Sheminì Atzeret. Morì Stefano Gaj Taché, un bambino di appena due anni, e decine di persone rimasero ferite.
A quarantaquattro anni da quella strage, le minacce comparse a Bologna riaprono una ferita mai completamente rimarginata e richiamano l'attenzione sul rischio che l'odio antiebraico, alimentato attraverso parole e simboli, possa trasformarsi in violenza concreta.
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