Introduzione
A breve sono attese novità sulla misura, inserita nell'ultima Legge di Bilancio. Manca ancora il decreto attuativo, ma il Mit, in una nota, ha annunciato che il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini è al lavoro, insieme ai tecnici del ministero, per rendere operativo nel più breve tempo possibile il Fondo destinato al sostegno abitativo dei genitori separati o divorziati. Ecco cosa sapere.
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Quello che devi sapere
Primi contributi entro fine anno
Il dicastero di Porta Pia ha già avviato le interlocuzioni con il ministero dell'Economia e delle Finanze per accelerare la definizione del decreto attuativo, con l'obiettivo di consentire l'erogazione dei primi contributi entro la fine dell'anno. Secondo Matteo Salvini, "Si tratta di una misura di equità e buonsenso, pensata per contrastare una forma di disagio abitativo troppo spesso ignorata e aiutare concretamente padri e madri a ricostruire la propria quotidianità, continuando a essere presenti nella vita dei figli".
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Le risorse
"La misura, fortemente voluta dal ministro Salvini, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, dispone risorse per 20 milioni di euro l'anno, pari a 60 milioni complessivi nel triennio 2026-2028. L'obiettivo è sostenere una platea stimata in 15mila beneficiari”, si legge nella nota. La misura non fa parte del Piano Casa varato di recente dal governo di Giorgia Meloni, ma – come spiegato dal ministro Salvini è comunque “legata a esso”.
Vedi anche: Salvini: "60 mln a sostegno affitto per genitori separati"
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A chi spetterà
Il contributo sarà destinato ai genitori separati o divorziati non assegnatari dell'abitazione familiare di proprietà e con figli a carico fino al compimento dei 21 anni. Nelle intenzioni del Mit, il sostegno potrà arrivare fino a 500 euro al mese per dodici mesi, per permettere ai beneficiari di disporre di un'abitazione senza indebitarsi. In un anno si potrebbe arrivare quindi a 6mila euro.
Per approfondire: Bonus genitori separati 2026, si attende ancora decreto attuativo. Cosa sappiamo
Cos’è il bonus casa per genitori separati
Il bonus è pensato per i genitori separati o divorziati che hanno lasciato la casa in cui risiedevano in precedenza con l’ex compagna o l’ex compagno e i propri figli. L’incentivo economico dovrebbe quindi aiutarli a pagare le spese per un’altra abitazione in affitto.
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Le spese ammesse
L’importo ottenuto grazie al bonus potrà essere utilizzato per pagare soprattutto il canone di affitto mensile, ma anche tutte le altre spese connesse, come ad esempio quelle per la caparra e per la registrazione del contratto di locazione.
I requisiti
Al momento non sono stati comunicati i requisiti specifici per l'accesso al bonus. Si ipotizza che, data la platea ristretta di beneficiari, ci possa essere una graduatoria basata sull'Isee dei richiedenti. Per poter usufruire del bonus è necessario non essere assegnatari di una casa popolare, oltre che aver registrato il nuovo contratto di locazione a proprio nome. L’affitto deve quindi essere necessariamente regolare e documentato. L’aiuto economico spetta per i genitori con figli a loro carico fino al compimento del loro 21esimo anno di età.
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La definizione di “figli a carico”
La Legge di Bilancio, che disciplina il bonus ai commi 234 e 235, non specifica cosa si intenda per “figli a carico”. In molti hanno sottolineato questa mancanza, perché la norma si apre in questo modo a diverse interpretazioni. L’opinione più diffusa è che si intenda “figli fiscalmente a carico”.
Il sistema di controlli
Nei mesi scorsi, Il Fatto Quotidiano ha anticipato che dovrebbe essere previsto un sistema di controlli automatici per assicurarsi che i futuri richiedenti ricadano effettivamente nell’ambito di applicazione del bonus. Chi presenterà domanda dovrà dunque dimostrare ad esempio di versare l’assegno di mantenimento per i figli, come stabilito dal giudice nei processi per separazione e divorzio. L’aiuto non potrà inoltre essere ricevuto da chi è stato condannato in sede penale o da chi ha in corso procedimenti penali “ostativi”.
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La domanda
Criteri di accesso, importi definitivi e modalità di presentazione delle domande saranno stabiliti con un decreto del Mit, adottato di concerto con il Mef. Dopo la pubblicazione del provvedimento sarà possibile capire come inoltrare la richiesta (se una piattaforma apposita gestita dal Mit o tramite il portale Inps) e quale documenti allegare per certificare lo status di genitore separato e il possesso dei requisiti per l'accesso al sostegno.
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