Il nuovo bonus da 60 euro sulle bollette dell'energia elettrica sta per partire, ma le regole di funzionamento nascondono un dettaglio che rischia di far saltare lo sconto a chi non presta attenzione.
Il nuovo bonus da 60 euro sulle bollette dell'energia elettrica sta per partire, ma le regole di funzionamento nascondono un dettaglio che rischia di far saltare lo sconto a chi non presta attenzione.
Dal mese di agosto 2026 parte il nuovo contributo volontario sulle bollette dell’energia elettrica, la misura contenuta nel Dl Energia 2026 e disciplinata da Arera con la delibera n. 238/2026/R/eel del 2 luglio scorso. Lo sconto, che può arrivare fino a 60 euro, è pensato per le famiglie con un ISEE compreso tra la soglia prevista per il bonus sociale e i 25.000 euro, una fascia di reddito medio-basso che finora restava esclusa dagli aiuti ordinari contro il caro energia.
Nuovo bonus bollette da 60 euro
La particolarità di questa misura, però, è proprio l’aspetto su cui vale la pena soffermarsi: a differenza del bonus sociale, che scatta in automatico per tutti gli aventi diritto, il contributo volontario dipende dalla scelta del singolo fornitore di energia.

Nuovo bonus bollette da 60 euro-webnews.it
Le aziende hanno tempo dal 15 luglio al 31 agosto per comunicare ad Acquirente Unico se intendono aderire all’iniziativa, per il mercato libero, per le offerte Placet, per il servizio di maggior tutela o per quello a tutele graduali. Solo chi decide di partecipare sarà tenuto ad applicare lo sconto, e dovrà farlo a tutti i clienti che rispettano i requisiti, senza selezioni individuali.
L’errore più comune da evitare, in questo passaggio, è dare per scontato che il bonus arrivi comunque, solo perché si rientra nei parametri economici richiesti. Non è così: se il proprio fornitore decide di non aderire, lo sconto semplicemente non viene riconosciuto, indipendentemente dall’ISEE o dai consumi della famiglia. L’elenco ufficiale degli operatori aderenti sarà pubblicato da Arera dopo il 31 agosto, ed è quello il riferimento più affidabile per sapere se conviene aspettarsi qualcosa in bolletta.
Chi scopre che il proprio gestore non ha aderito potrebbe essere tentato di cambiare fornitore pur di intercettare i 60 euro di sconto. Anche qui, però, serve cautela: un contributo una tantum di questa entità rischia di essere vanificato da una tariffa più cara nel nuovo contratto, specie se il cambio comporta clausole di recesso o condizioni meno favorevoli nel medio periodo. Prima di cambiare gestore solo per questo motivo, conviene confrontare l’offerta complessiva e non soltanto la presenza dello sconto una tantum.
L’importo effettivo, va detto, non è fisso: dipende dai consumi della singola utenza nel primo bimestre dell’anno, o nel primo bimestre intero per le forniture più recenti, calcolati applicando la componente PE del servizio di maggior tutela. Il tetto di 500 kWh di consumo utilizzato per il calcolo porta il valore massimo dello sconto a circa 60 euro, ma nella maggior parte dei casi la cifra effettiva sarà inferiore. Il contributo comparirà comunque come voce distinta in bolletta, con tanto di riferimento normativo e indicazioni sul trattamento dei dati personali usati per la verifica del diritto.