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Brad Pitt non condanna l'IA nel cinema: 'Può aiutare alcuni film'

August 10, 2026

L'intelligenza artificiale continua a dividere il mondo del cinema e, mentre attori, registi e professionisti degli effetti visivi discutono sui rischi legati al suo utilizzo, Brad Pitt sembra avere una posizione meno categorica rispetto a quella di molti suoi colleghi.

L'attore non considera infatti l'IA soltanto come una minaccia per l'industria dell'intrattenimento, ma ritiene che, se utilizzata con criterio e soprattutto come uno strumento nelle mani degli artisti, possa persino offrire nuove possibilità alla produzione cinematografica.

Il tema è ormai diventato uno dei più discussi a Hollywood, soprattutto dopo che l'intelligenza artificiale ha iniziato a essere impiegata sempre più spesso nella realizzazione degli effetti visivi e in diverse fasi della post-produzione. La questione rimane però estremamente delicata perché riguarda anche il lavoro degli interpreti, la loro immagine e il controllo che possono mantenere sulle proprie sembianze digitali.

Brad Pitt vede nell'IA uno strumento per il cinema

In una recente intervista con Esquire, Brad Pitt ha spiegato di comprendere perfettamente le perplessità che circondano l'intelligenza artificiale, ma allo stesso tempo ha invitato a non considerarla necessariamente come un nemico dell'industria cinematografica. Secondo l'attore, infatti, la tecnologia potrebbe rivelarsi particolarmente interessante per quelle produzioni che non dispongono dei giganteschi budget tipici dei grandi blockbuster.

Pitt ha fatto riferimento soprattutto ai film di medio budget, una fascia produttiva che negli ultimi anni ha incontrato difficoltà sempre maggiori nel trovare spazio all'interno del mercato cinematografico. A suo avviso, l'intelligenza artificiale potrebbe contribuire a rendere più accessibili alcune lavorazioni legate agli effetti visivi, permettendo a determinate produzioni di ottenere risultati ambiziosi senza dover sostenere costi proibitivi.

L'attore non è convinto che l'IA possa sostituire una performance

Quando il discorso si sposta dalla produzione degli effetti visivi alla possibilità di ricreare completamente la performance di un attore, la posizione di Brad Pitt diventa decisamente più prudente. L'interprete non esclude che la tecnologia possa arrivare a riprodurre una determinata interpretazione, ma sottolinea quanto sia difficile replicare davvero le scelte personali che un attore compie durante la lavorazione di un film.

Una performance, infatti, non nasce soltanto da un volto o da una voce, ma anche dalle decisioni prese sul set, dalle emozioni individuate durante le riprese e dal modo in cui l'interprete reagisce alle indicazioni del regista. Secondo Pitt, l'intelligenza artificiale potrebbe essere in grado di elaborare questi elementi, ma il risultato finale rischierebbe comunque di allontanarsi da ciò che l'attore aveva realmente cercato di esprimere.

Brad Pitt e il problema delle scansioni digitali

L'attore ha poi raccontato un aspetto molto concreto della questione, legato alla pratica ormai diffusa delle scansioni digitali degli interpreti. Per realizzare determinate scene d'azione o lavorare successivamente sugli effetti visivi, infatti, agli attori può essere richiesto di fornire una versione digitalizzata del proprio corpo e del proprio volto.

Pitt ha spiegato di essere stato sottoposto a questo tipo di scansioni per circa vent'anni, ma di aver sempre inserito nei suoi contratti una clausola precisa per tutelarsi, le scansioni dovevano rimanere di sua proprietà e, una volta terminato il loro utilizzo, essere distrutte.

Una precauzione che oggi assume un significato ancora maggiore alla luce dell'evoluzione dell'intelligenza artificiale, soprattutto considerando quanto sia diventato semplice manipolare immagini, volti e voci attraverso strumenti digitali sempre più sofisticati.

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