SEDICO (BELLUNO) - Dall'allarme alla psicosi il passo è breve. Nel Sedicense, come noto, è già stata segnalata la scomparsa di una ventina gatti domestici. La notizia ha spopolato sui social ed è stata ripresa dagli organi di informazione. E tutto quel clamore non è passato inosservato tanto che i carabinieri forestali si sarebbero attivati ed avrebbero avviato una verifica. A Sedico sarebbero stati contattati preliminarmente gli agenti della polizia municipale.
Giorni fa, in una lettera sottoscritta on line da decine di persone si chiedevano «indagini e controlli da parte delle Forze dell'Ordine al fine di accertare la reale natura di tali sparizioni, per verificare la situazione legata alla presenza dei lupi e individuare eventuali responsabili di condotte illecite a danno degli animali». Si chiedeva anche l'emissione di «un avviso o comunicato da parte dell'Amministrazione Comunale, volto a informare la cittadinanza, invitare i proprietari alla custodia cautelativa dei propri animali e sensibilizzare la comunità sul fenomeno, l'indicazione tempestiva di canali istituzionali e di recapiti dedicati (numeri di contatto o indirizzi e-mail) per segnalazioni o denunce in caso di scomparsa del proprio animale d'affezione».
La covata
Alle verifiche avviate dagli organismi preposti, però, si è aggiunta anche la psicosi. Tanto che la vicenda sarebbe stata segnalata alle autorità locali come collegabile alle sparizioni attribuite ai cinesi nel Padovano. In realtà l'unico dato documentabile ed inoppugnabile è la presenza in loco, verificata dagli addetti ai lavori e ora anche da video, di almeno due branchi di lupi. Uno, che agisce in un raggio di una trentina di chilometri, opererebbe nella parte medio bassa del territorio comunale e sarebbe composto da otto lupi (esistono delle nitide riprese fatte con le video-fototrappole). Una covata di lupacchiotti sarebbe stata riscontrata infine in Val Fontana, nella parte alta del territorio. La situazione è stata oggetto anche di un confronto all'interno della riserva di caccia e tra la riserva e le autorità provinciali. Da parte sua, il sindaco di Sedico ha deciso di procedere con i piedi di piombo, proprio per non alimentare sospetti e psicosi. «È nostra intenzione - annuncia Christian Roldo, lapidariamente - procedere con la dovuta circospezione coinvolgendo le realtà tecniche».
La segnalazione
La vicenda era nata da una lettera di denuncia proposta per la sottoscrizione su Facebook con la quale si denunciavano anomale sparizioni di gatti a Sedico e nei paesi vicini. «Abbiamo segnalato il problema – aveva segnalato Arianna Caccaro, una delle promotrici - alla Polizia Provinciale di Belluno, alla Forestale, ai Comuni di Sedico e Belluno e all'Ordine dei Veterinari».