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- Brescia, scontri tra studenti e polizia. La sindaca Castelletti: “Quanto accaduto è grave e merita una condanna netta”
In piazza Paolo VI alcuni manifestanti hanno lanciato sedie, tavolini, bicchieri e petardi contro gli agenti, che hanno utilizzato lacrimogeni per fronteggiare le tensioni

La protesta degli studenti ieri a Brescia

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Brescia, 18 ottobre 2026 - Da Milano passando per Bergamo fino a Brescia, ieri è stato un sabato di tensione con un filo rosso che ha visto studenti spesso minorenni in piazza a protestare.
Scontri in piazza Duomo: denunciati minorenni
A Brescia una decina di ragazzini, alcuni minorenni e altri da poco maggiorenni, sono stati identificati e denunciati per i disordini avvenuti ieri in piazza Duomo durante una manifestazione contro il carovita in cui sono stati ribaltati tavolini e lanciati oggetti contro le forze dell'ordine. Alla manifestazione hanno partecipato alcune migliaia di persone. I ragazzini identificati dalla questura sono stati perquisiti e gli agenti hanno sequestrato manganelli e bastoni. La questura sta visionando i filmati per riuscire ad identificare altri coinvolti.

Un momento della protesta
In piazza Paolo VI alcuni manifestanti hanno lanciato sedie, tavolini, bicchieri e petardi contro gli agenti, che hanno utilizzato lacrimogeni per fronteggiare le tensioni.
La condanna della sindaca Castelletti
Dura la condanna della sindaca di Brescia, Laura Castelletti, che ha espresso vicinanza alle forze dell'ordine e ai lavoratori dei locali coinvolti negli scontri. "Quanto accaduto oggi in piazza Duomo è grave e merita una condanna netta. Il lancio di sedie, tavolini, bicchieri e petardi contro le forze dell'ordine è inaccettabile e non ha nulla a che vedere con il diritto di manifestare", ha dichiarato.
La prima cittadina ha sottolineato come gli episodi di violenza rischiano di oscurare le ragioni della protesta. "A Brescia c'erano migliaia di manifestanti, che avevano il diritto di essere lì perché autorizzati dalla Questura, moltissimi erano giovani e chiedevano attenzione su questioni concrete: il costo della vita, le difficoltà economiche delle famiglie, la possibilità di costruirsi un futuro". "Il rischio è che di questa giornata rimangano soltanto le immagini delle tensioni, mentre tutto il resto passa in secondo piano", ha aggiunto Castelletti, ricordando che Brescia ha "una lunga tradizione di partecipazione civile e di mobilitazioni, anche aspre"
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