1 agosto 2026 | 18:02

Foto Bresciangrana Instagram
Dal 3 agosto stop ai conferimenti da parte degli allevatori. L’organizzazione denuncia ritardi nei pagamenti e annuncia iniziative a tutela delle aziende agricole
La sospensione dell’attività produttiva di Bresciangrana preoccupa il mondo agricolo bergamasco. L’azienda ha comunicato ai propri conferenti lo stop al ritiro del latte a partire dal prossimo 3 agosto, una decisione che secondo Coldiretti Bergamo rischia di mettere in seria difficoltà numerosi allevatori.
L’organizzazione denuncia infatti una situazione già critica: diverse aziende agricole attenderebbero da mesi il pagamento di somme maturate e ora, oltre ai crediti ancora insoluti, si trovano costrette a individuare in tempi rapidi nuovi sbocchi commerciali per un prodotto altamente deperibile come il latte. “Una crisi aziendale, per quanto grave, non può essere scaricata interamente sugli allevatori, che rappresentano l’anello più debole della filiera e che hanno continuato a conferire il latte confidando nel rispetto degli impegni contrattuali”, sottolinea Coldiretti Bergamo.
Bresciangrana è un caseificio specializzato nella produzione di grana padano. L’azienda ha sede a Cignano di Offlaga, in provincia di Brescia, ed è nata nel 1997 dalla collaborazione tra il Consorzio interaziendale produttori agricoli bresciani (Cipab) e il Caseificio Rossini. Nel corso degli anni si è sviluppata fino a diventare una realtà lattiero-casearia strutturata, con attività di produzione, stagionatura e confezionamento.
Secondo l’associazione, la situazione di crisi sarebbe emersa in modo improvviso. Solo pochi giorni fa una delegazione di Coldiretti aveva incontrato i vertici di Bresciangrana proprio per affrontare il tema dei ritardi nei pagamenti, senza che – viene spiegato – fosse stata rappresentata la reale gravità della questione.
Nella comunicazione inviata agli allevatori, Bresciangrana avrebbe motivato la sospensione della produzione con diverse problematiche: il calo delle vendite, la saturazione degli spazi di magazzino, guasti agli impianti, il blocco del principale conto corrente aziendale e altre difficoltà produttive che renderebbero necessario il fermo degli impianti.
Coldiretti Bergamo sostiene le iniziative già avviate dagli allevatori per contestare la sospensione unilaterale del ritiro del latte e il mancato rispetto degli obblighi contrattuali, richiamando anche le disposizioni del decreto legislativo 198/2021 sulle pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare.
“Siamo rimasti profondamente colpiti dalla comunicazione inviata da Bresciangrana ai conferenti – dichiara Gabriele Borella, presidente di Coldiretti Bergamo -. Senza alcun reale preavviso, gli allevatori si trovano improvvisamente senza il ritiro del latte, con un danno potenzialmente gravissimo per le loro aziende”.
L’organizzazione fa sapere di essere al lavoro per individuare soluzioni che consentano di ricollocare il latte e garantire la continuità produttiva delle imprese agricole. Parallelamente, gli uffici legali di Coldiretti stanno valutando eventuali azioni a tutela degli interessi degli allevatori. “Un comportamento che non possiamo che definire sconcertante”, conclude Borella.