Broni (Pavia), 5 agosto 2026 – Dovrebbero rientrare al Golgi il 14 settembre i 570 studenti e lavoratori del liceo dove il 23 marzo si è verificata una dispersione di fibre d’amianto per lavori eseguiti durante le attività scolastiche. Da quel momento l’edificio è stato chiuso. Sul ritorno alla normalità però lo Sportello amianto nazionale chiede piena trasparenza e deposita una nuova istanza di accesso agli atti al Comune e alla Provincia.
“Sulla base di quali atti amministrativi viene annunciato il rientro – chiede lo Sportello – posto che la nota di Ats Pavia del 7 luglio non risulta configurare una piena restituibilità dei luoghi, unico strumento che l’ordinamento individui per la riconsegna in sicurezza di ambienti interessati da possibile dispersione di fibre?”. Per le lezioni del prossimo anno sarebbe anche a disposizione l’immobile Villa Nuova Italia quale sede alternativa.

Fabrizio Protti di Sportello amianto
“La disponibilità, annunciata sin dal 23 aprile dal sindaco di Broni e dalla dirigenza scolastica – prosegue lo Sportello – risulterebbe tuttavia formalizzata solo il 28 luglio nel verbale della seduta del Consiglio provinciale. Degli atti ufficiali non risulta rinvenibile traccia. Questo pone non pochi dubbi sui tempi di gestione dell’emergenza, dal momento che 570 persone, per l’80% minorenni, sono state esposte a polveri contenenti amianto. Si poteva essere più celeri per evitare il rientro in un edificio fortemente sofferente, con un potenziale rischio? Il sindaco di Broni e il presidente della Provincia sono obbligati per funzione pubblica alla risposta”.
Lo Sportello amianto nazionale ha depositato l’istanza di accesso documentale che si aggiunge agli atti già richiesti ai due enti, già formalmente diffidati. “Nella pubblica amministrazione ogni proclama deve corrispondere a un atto – commenta il presidente Fabrizio Protti – Altrimenti la propaganda ha valore squisitamente politico. Amministrare beni dello Stato e salute dei cittadini imporrebbe il nel rispetto della deontologia”.