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Brt, ecco le assunzioni per 40 nuovi autisti. Altra tornata nel 2027

October 3, 2026

Trenta, forse quaranta nuovi autisti assunti già a partire dal prossimo mese. Mentre la crisi industriale e i tagli occupazionali continuano a stringere la morsa su diversi comparti del territorio, il settore del trasporto pubblico locale a Taranto registra un’inversione di tendenza. Con la conclusione delle prove orali del concorso pubblico indetto da Kyma Mobilità, la società partecipata si appresta a immettere nel proprio organico i primi vincitori già in possesso della patente necessaria per guidare i mezzi Brt.

I nuovi assunti saranno infatti i primi a mettersi al volante dei 64 maxi-autobus elettrici ad alto rendimento — mezzi snodati da oltre 18 metri firmati Byd — che comporranno la spina dorsale della mobilità cittadina. Sebbene la tabella di marcia iniziale prevedesse l'avvio ufficiale per il 1° gennaio 2027, i cantieri ancora aperti lungo le arterie cittadine e la complessa macchina organizzativa renderanno inevitabile uno slittamento di qualche settimana per completare infrastrutture e addestramento. La costruzione di questa nuova rete richiede formazione e una revisione totale di turni e percorsi.

«Dobbiamo prima di tutto raggiungere un accordo con l’azienda», spiega Francesco Zotti, segretario generale della Filt Cgil Taranto. Il primo nodo riguarda le patenti. «Chi è già in forza all’azienda deve conseguire la patente E per la guida degli autosnodati. Chi ne è sprovvisto non può guidare questi mezzi e quindi bisogna incentivare gli autisti affinché prendano la patente e l’azienda si deve far carico dei costi». La trattativa sulla formazione è già partita.

«Come Cgil, Cisl e Uil abbiamo presentato una bozza in merito all’accordo che vorremmo fare sulle Brt e quindi sulla formazione del personale», aggiunge Zotti. Non si tratta soltanto di imparare a condurre un mezzo più grande. I nuovi autobus saranno elettrici e il loro utilizzo comporterà procedure differenti rispetto a quelle della flotta attuale. «Stiamo parlando – chiarisce il sindacalista - di autobus diversi da quelli attualmente in uso, a impatto zero, green e al 100% elettrici, quindi hanno tutta un’altra modalità dal punto di vista della guida. E non si parlerà più di rifornimenti». La ricarica avverrà attraverso i pantografi ai capolinea, mentre il pieno energetico sarà effettuato durante il ricovero notturno nel deposito di via Acton. Anche questi aspetti dovranno diventare parte della preparazione degli autisti. La sfida si sposta poi sulla gestione dei flussi di traffico e sui percorsi delle nuove linee.

«I chilometri complessivi resteranno invariati, ma alcune vecchie linee scompariranno per lasciare spazio alle Brt» spiega Zotti. Gli autobus tradizionali continueranno a circolare nelle aree non servite dai mezzi elettrici, ma «bisognerà costruire un sistema – chiarisce Zotti - capace di portare gli utenti delle zone periferiche verso i due principali corridoi della Linea Blu e della Linea Rossa. Tutti i tragitti dovranno essere collaudati prima di andare a regime per verificare eventuali criticità viarie». Intanto, però, la macchina delle assunzioni è già partita.

«La notizia vera e positiva – commenta il dirigente sindacale - è che siamo alla vigilia di una grande stagione di assunzioni. Lunedì si chiudono le prove orali del concorso e immagino che già dal mese prossimo entreranno i primi 30-40 autisti con le patenti E, pronti a sostituire i lavoratori in somministrazione. Dopo che saranno state inaugurate le Brt immagino una seconda tornata di assunzioni considerando anche quiescenze e inidonei permanenti. Penso che i partecipanti siano 250-260. Verificheremo già da martedì quanti saranno idonei. Comunque per tre anni loro avranno la possibilità di assumere e di far scorrere alla graduatoria. In un momento storico in cui altrove si parla solo di cassa integrazione e licenziamenti, questa è una svolta importante».

Anche la gestione del traffico cambierà: circa 2mila lanterne semaforiche dovranno accompagnare la nuova priorità dei bus lungo gli incroci. Per gli autisti significherà confrontarsi con percorsi studiati per aumentare la velocità, con mezzi di grandi dimensioni e con tratti urbani dove strettoie e ostacoli renderanno necessaria una conoscenza precisa del tracciato. «Sarà una trasformazione profonda – conclude Zotti – ma vogliamo che il servizio parta col piede giusto, per il bene dei lavoratori e per riscattare l'immagine della città».