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Bruno Barbieri: «Mamma? Faccio fatica a vederla così. Ho detto “papà” per la prima volta a 55 anni, poco prima che morisse»

October 10, 2026

Un incidente in Florida gli ha fatto sentire quanto la vita possa cambiare in un istante. Ma nel racconto di Bruno Barbieri a Verissimo ci sono anche ferite che lo accompagnano dall’infanzia: l’assenza del padre, le difficoltà economiche e i sacrifici della madre, oggi malata. Lo chef ripercorre i momenti più dolorosi della propria storia, fino alla riconciliazione con il papà poco prima della sua morte.

L’incidente in Florida

Bruno Barbieri ricorda un grave incidente stradale avvenuto in Florida, nella sera del Super Bowl: «Ho visto la macchina che arrivava a una velocità paurosa, ci ha preso in pieno, la nostra auto si è ribaltata più volte». Dopo l’impatto, tra gli airbag esplosi e il tentativo di uscire dall’abitacolo, il suo pensiero è andato alla persona che viaggiava con lui: «Il mio assistente era svenuto e l’ho portato fuori». Poi i soccorsi e il trasferimento in ospedale: «Ho avuto un trauma toracico, è arrivata l’ambulanza, di tutto. La vita è veramente fragile». Un’esperienza che lo ha segnato: «Ho capito che ero ancora vivo e che siamo veramente appesi a un filo. È necessario avere un grande rispetto per la vita». E aggiunge: «Non mi era mai successo, è stato molto difficile».

L’infanzia e l’assenza del padre

Dell’infanzia conserva immagini felici, legate alla natura e agli animali, ma anche il ricordo delle privazioni. «Un’infanzia meravigliosa, ma difficile», la definisce. Il padre lasciò la casa quando i figli erano ancora piccoli e, racconta Barbieri, il tentativo di raggiungerlo in Spagna non colmò la distanza: «Da parte sua, però, non c’era questa voglia di conoscerci». Gli mancavano soprattutto i gesti d’affetto, la possibilità di abbracciarlo e costruire un rapporto. A crescerlo furono la madre e la sorella, in una famiglia dalle risorse limitate: «Abbiamo avuto momenti in cui non avevamo soldi neanche per il pane». La madre lavorava senza sosta: «Si è sempre sbattuta per non farci mancare nulla, lavorava tutti i giorni, tutto il giorno». Una situazione che lo costrinse a diventare autonomo presto: «Io sono maturato più velocemente». Quando il padre tornò a casa, ricostruire il legame fu tutt’altro che semplice. «Gli ho detto “papà” per la prima volta a 55 anni, poco prima di morire», confessa lo chef.

Bruno ricorda il peso delle aspettative paterne e una frase rimasta impressa: «Sei un buono a niente». Parole che oggi rilegge cercando di comprendere l’uomo che le aveva pronunciate: «Lui si aspettava che diventassi ingegnere come lui, avrebbe voluto un maschio alfa che incarnasse la sua essenza». Nel suo racconto non c’è il desiderio di condannarlo: «Lui non era un uomo cattivo, era un uomo duro di altri tempi».

Questo, però, non cancella la sofferenza: «Per me è stata durissima».

Il perdono prima della morte

La riconciliazione arriva attraverso un abbraccio e un bacio, poco prima dell’addio: «È stata una liberazione. C’era il bene che gli ho voluto». A spingerlo verso il padre è anche la consapevolezza di quanto entrambi avessero perso: «Ho capito che ci siamo persi delle cose importanti e ne soffro». Quel riavvicinamento gli ha permesso di esprimere un affetto rimasto a lungo senza parole: «Ci siamo rivisti e detti quello che sarebbe stato l’amore di una vita».

Il perdono non elimina gli anni difficili, ma cambia il significato dell’ultimo incontro: «Sono quei sentimenti difficili da raccontare». Oggi un altro dolore riguarda la mamma, alla quale lo chef riconosce un ruolo fondamentale nella propria vita. «Mia mamma è stata una donna meravigliosa. Ha una demenza senile, faccio fatica a vederla così, sto malissimo perché è stata una donna che ha riempito la mia vita», spiega.

L’amore e la scelta di non avere figli

Quando il discorso si sposta sulla vita sentimentale, Bruno Barbieri risponde con una battuta: «Ho chiuso bottega». Poi spiega quanto le sue scelte professionali abbiano inciso sulla possibilità di costruire una famiglia: «Ho sempre fatto una vita complessa». Il ricordo dell’assenza paterna ha avuto un peso anche nelle sue decisioni: «Sono cresciuto senza un padre, ma non avrei mai voluto crescere i miei figli senza esserci». Quanto al presente, lo chef preferisce mantenere il riserbo: «Gli amori vanno e vengono, la vita è fatta così». E alla domanda sull’esistenza di un amore si limita a rispondere: «Sono una persona riservata».


Ultimo aggiornamento: sabato 10 ottobre 2026, 20:18

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