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Bus, scontro sulle corse. Sindacati: "No ai tagli". Dalla Regione 10 milioni

October 21, 2026

Cgil, Cisl, Uil, Usb e Ugl chiedono di salvaguardare il servizio. Petitti invita a rivedere i costi di gestione, mentre Corsini plaude agli aiuti.

Un autobus di Start Romagna

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"Un taglio agli sprechi, non alle corse degli autobus". Su questo punto i sindacati di settore di Cgil, Cisl, Uil, Usb e Ugl sono tutti d’accordo. Anche la consigliera regionale del Pd Emma Petitti punta molto sulla necessità di intervenire sui costi e sull’organizzazione prima di arrivare a tagliare le corse in nome dei maggiori costi provocati dal rincari dei carburanti e, nel caso di Start, dal farsi carico del 25% del costo dei contratti dei dipendenti, "cosa che dovrebbe fare il governo" aveva sentenziato il presidente dell’azienda Andrea Corsini.

Il coro è unanime: salvare le corse e il servizio. Ma le ricette sono diverse. Il presidente di Amr, Agenzia Mobilità Romagna, Lorenzo Bernardini, ha posto il tema degli orari di lavoro degli autisti. Ed anche Emma Petitti parla della necessità di "verificare i costi di gestione, l’organizzazione aziendale, le spese per appalti e consulenze, individuare eventuali sprechi e rivedere la programmazione delle linee sulla base delle effettive esigenze di mobilità" condividendo "l’impostazione dell’amministratore unico di AmR: prima di parlare di tagli occorre utilizzare tutti gli strumenti disponibili per migliorare l’efficienza del sistema". Parole che fanno sudare freddo dipendenti e sindacati. "Bernardini - spiegano - ha fatto riferimento a possibili risparmi sui costi di gestione, soffermandosi sull’orario di guida degli autisti senza considerare che l’orario effettivo viene compensato nell’arco delle 26 settimane (6 mesi), raggiungendo medie a tempo pieno, come previsto dal contratto nazionale (Ccnl Autoferrotranvieri), lo stesso ha inoltre fatto riferimento a linee ritenute inutili e a servizi di diversa natura". Per i sindacati bisognerebbe fare l’esatto contrario: con la crisi provocata dai carburanti "sarebbe necessario investire maggiormente nel trasporto pubblico, incentivandone l’utilizzo per rispondere alle esigenze dei cittadini, contrastare l’inquinamento e contribuire a una mobilità più sostenibile". Altrimenti "la prospettiva di una riduzione dei chilometri di servizio desta forte preoccupazione tra il personale aziendale, poiché a un eventuale taglio delle corse potrebbero conseguire ricadute occupazionali e possibili riduzioni del personale".

I sindacati contestano sia Corsini che Bernardini. Intanto Petitti sottolinea a tutti che "per fronteggiare l’aumento dei costi del carburante, il presidente della Regione, Michele de Pascale, ha annunciato un intervento straordinario della Regione di 10 milioni di euro a sostegno del trasporto pubblico locale. Un segnale concreto dell’impegno regionale per garantire la continuità e la qualità dei servizi. Ma ridurre le corse non può essere la prima risposta alle difficoltà economiche". Dunque non cambierà nulla? "Ciò non significa difendere ogni linea esistente – chiude la consigliera -. Le esigenze di mobilità cambiano e occorre saper riorganizzare i servizi, anche attraverso soluzioni flessibili e a chiamata, quando risultino più efficaci. Ma riorganizzare deve significare migliorare il trasporto pubblico, non semplicemente ridurlo, soprattutto nei territori dell’entroterra".

Andrea Oliva

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