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C’è ancora tempo per i bonus ristrutturazioni al 50%: come non perderli?

August 1, 2026

Fino al 31 dicembre 2026 il bonus casa, l’ecobonus e il sismabonus restano al 50% per le abitazioni principali. Dal 2027 sono previsti tagli significativi. Per blindare la detrazione maggiorata è sufficiente effettuare il bonifico parlante entro fine anno, anche se i lavori non sono ancora terminati.

Un proprietario ha iniziato i lavori di ristrutturazione della propria abitazione principale ma non riuscirà a terminarli entro dicembre 2026. Dal 2027 le aliquote dei bonus edilizi potrebbero scendere significativamente. Rischia di perdere la detrazione al 50% per i pagamenti che effettuerà nel 2027? E chi sta valutando di avviare lavori adesso ha ancora senso correre?

A questo punto la domanda riguarda tutti i proprietari di immobili che hanno in corso o stanno pianificando interventi di ristrutturazione, risparmio energetico o miglioramento sismico: c’è ancora tempo per i bonus ristrutturazioni al 50%: come non perderli? La risposta dipende dalla tipologia di bonus, dal tipo di soggetto che ne beneficia e dal momento in cui vengono effettuati i pagamenti. Le regole per blindare le detrazioni maggiorate ancora disponibili sono precise, ma richiedono attenzione.

Indice

Quali bonus sono ancora al 50% e fino a quando?

Fino al 31 dicembre 2026, le principali agevolazioni fiscali sugli interventi edilizi prevedono una detrazione base del 36%, elevata al 50% per le abitazioni principali. Le agevolazioni interessate sono:

Il bonus casa Irpef — la detrazione per le ristrutturazioni edilizie ordinarie — comprensivo del bonus casa acquisti e del box auto acquisti.

Il sismabonus Irpef e Ires — la detrazione per gli interventi di messa in sicurezza antisismica — comprensivo del sismabonus acquisti.

L’ecobonus Irpef e Ires — la detrazione per gli interventi di efficienza energetica — comprensivo dell’eco-sisma bonus.

Dal 2027, salvo proroghe da introdurre con la legge di Bilancio, queste percentuali dovrebbero scendere: 30% per le seconde case e 36% per le abitazioni principali. Una riduzione significativa che rende conveniente anticipare i pagamenti quando possibile.

Come blindare la detrazione al 50% per le persone fisiche: il bonifico parlante entro il 31 dicembre

Per le persone fisiche, la regola fondamentale è quella del principio di cassa: l’evento rilevante per individuare il momento di sostenimento della spesa è il pagamento, non il completamento dei lavori. Questo significa che ciò che conta ai fini della detrazione è quando viene effettuato il bonifico, non quando vengono finiti i lavori.

Di conseguenza, per beneficiare della detrazione al 50%, le persone fisiche devono effettuare i bonifici parlanti entro il 31 dicembre 2026, anche se i lavori saranno conclusi nel 2027 o successivamente. La data che rileva è quella di inserimento dell’ordine del bonifico — non le eventuali successive date di esecuzione o di valuta, che possono cadere in giorni diversi (risposta AE n. 137 del 20 giugno 2024).

Attenzione però a un rischio importante: se i lavori non vengono mai completati, manca il cosiddetto “consolidamento della detrazione”, e si rischiano sanzioni del 25% e interessi. Il pagamento anticipato è utile per bloccare l’aliquota più favorevole, ma deve poi essere seguito dal completamento effettivo dell’intervento.

Come funziona per le imprese: il principio di competenza

Per le imprese, le regole sono diverse. L’ecobonus e il sismabonus — le due agevolazioni applicabili alle imprese su qualsiasi tipologia di immobile — seguono il principio di competenza previsto dall’art. 109 del TUIR. Questo vale anche per le imprese in contabilità semplificata, per cassa o con il metodo della registrazione.

Per le imprese, quindi, la chiave non è il pagamento ma il momento di ultimazione dei lavori o, in caso di appalto gestito con stati di avanzamento, i lavori accertati nel SAL ai sensi dell’art. 1666 cod. civ.

Per beneficiare delle aliquote 2026, le imprese devono assicurarsi che i lavori — o la quota di lavori rilevante secondo gli stati di avanzamento — siano completati e accertati entro il 31 dicembre 2026.

Il superbonus 2026: chi può ancora usarlo e come

Il superbonus al 110% scadrà definitivamente al 31 dicembre 2026, ma nel 2026 sopravvive solo per una categoria residuale: gli interventi sugli immobili danneggiati dagli eventi sismici del 6 aprile 2009 e del 24 agosto 2016 nei Comuni delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza, e per i quali le istanze per il contributo alla ricostruzione sono state presentate dal 30 marzo 2024 in poi.

Per questi soggetti, il super ecobonus e il super sismabonus al 110% sono applicabili solo sulla parte eccedente i contributi di ricostruzione, e a condizione che venga esercitata l’opzione di cessione del credito o sconto in fattura. Non è possibile l’utilizzo diretto della detrazione in dichiarazione dei redditi.

Il passaggio dal superbonus ai bonus minori: come funziona

Una questione pratica importante riguarda chi ha iniziato lavori con il superbonus — già terminato per la maggior parte delle categorie — e vuole continuare con i bonus minori. La circolare AE n. 13/E del 13 giugno 2023 ha chiarito che questo passaggio è possibile: per le spese sostenute successivamente alla scadenza del periodo agevolato del superbonus, si possono beneficiare degli altri bonus edili (ecobonus, sismabonus, bonus casa) nei limiti e alle condizioni previsti dalla normativa di riferimento, indipendentemente dalla data di effettuazione degli interventi.

Questo principio si applica anche al passaggio dal 110% delle aree terremotate del Centro Italia ai bonus minori a partire dal 1° gennaio 2027, e al passaggio dei condomìni o dei proprietari unici di edifici composti da 2, 3 o 4 unità immobiliari dal superbonus (terminato il 31 dicembre 2025) ai bonus minori dal 1° gennaio 2026.

I limiti di spesa e gli adempimenti da non dimenticare

Quando si passa dal superbonus ai bonus minori, il limite di spesa rimane quello originario di 96.000 euro, computando tutti i pagamenti effettuati dall’inizio dell’intervento — compresi quelli effettuati nel periodo del superbonus.

Per i lavori che continuano oltre il 2026 passando al sismabonus ordinario o al bonus casa, la percentuale applicabile alle spese del 2027 sarà del 30% (o 36% per le abitazioni principali), ma il tetto complessivo dei 96.000 euro tiene conto di tutti i pagamenti effettuati dall’inizio, inclusi quelli agevolati al 110%.

Per gli interventi sismici, vanno completati tutti gli adempimenti presso lo Sportello Unico Edilizia comunale relativi all’asseverazione consuntiva di riduzione del rischio sismico — almeno 1 o 2 classi per il sismabonus ordinario — attraverso l’allegato B-1 del DM Infrastrutture n. 58/2017 e, se previsto, l’allegato B-2 per il collaudo statico.

Per l’ecobonus, nel passaggio tra super ecobonus e ecobonus ordinario i limiti massimi di detrazione rimangono quelli previsti per l’ecobonus ordinario — ad esempio, per le finestre o le schermature solari, il limite di detrazione è di 60.000 euro.

Il consiglio pratico per chi deve decidere adesso

Per i proprietari di abitazioni principali che hanno lavori in corso o da avviare, la finestra di opportunità è ancora aperta ma si chiude il 31 dicembre 2026. Effettuare il maggior numero possibile di pagamenti tramite bonifico parlante entro quella data consente di bloccare la detrazione al 50% anche per lavori che termineranno nel corso del 2027.

Per chi sta valutando se avviare lavori adesso, il calcolo è semplice: una detrazione al 50% su 96.000 euro di spesa vale 48.000 euro di risparmio fiscale in dieci anni; al 36% del 2027 scenderebbe a 34.560 euro; al 30% per le seconde case a 28.800 euro. La differenza è significativa, e il tempo per agire è quello che rimane da qui a fine anno.