01 agosto 2026
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La Fifa fa retromarcia sui Mondiali "privati", ma la Uefa non abbassa i toni. Dopo il ritiro del progetto Fifa Forward Enterprise (FFE) - dovuto alla rivolta di Uefa, Afc (Confederazione asiatica) e Concacaf (Americhe) - la confederazione europea ha diffuso un comunicato durissimo contro il presidente Fifa Gianni Infantino, accusandolo di non aver mantenuto le promesse fatte al momento della sua elezione nel 2016, nella quale subentrò a Sepp Blatter, travolto dal Fifa-gate nel maggio 2015. E ora la sua candidatura per un terzo mandato, che sembrava una questione formale, appare assai più ballerina.
Il comunicato della Uefa
"L'Uefa accoglie con favore la decisione della Fifa di ritirare il proprio progetto di cedere a privati una quota delle proprie competizioni, compresa la Coppa del Mondo", si legge nella nota diffusa dalla confederazione europea. "La proposta è stata respinta all'unanimità dalle federazioni nazionali affiliate all'Uefa e da molte altre federazioni e confederazioni di ogni dimensione in tutto il mondo". La Uefa ringrazia poi "tutti i tifosi, i campionati, i club, i giocatori, i singoli cittadini, le federazioni e le confederazioni che si sono opposti a tale progetto, insieme ai numerosi primi ministri, capi di Stato e commentatori che hanno dimostrato al presidente della Fifa che il calcio non è in vendita". E aggiunge: "Non possiamo continuare così, con progetti segreti portati avanti con tempistiche accelerate, architettati da individui senza volto e dai benefici dubbi per lo sport. Dobbiamo identificare i responsabili e chiamarli a rispondere delle loro azioni".
Il passaggio più duro riguarda direttamente il numero uno dell’organizzazione sovrana del calcio mondiale: "Quando Gianni Infantino chiese la fiducia e i voti delle Federazioni affiliate alla Fifa per essere eletto loro presidente nel 2016, disse: 'Naturalmente dobbiamo essere trasparenti [...] Il denaro della Fifa è il vostro denaro. Non sono i soldi del presidente della Fifa. Sono i vostri soldi'. Su entrambe queste promesse non ha mantenuto la parola data”. Per contestualizzare queste dichiarazioni, era il periodo immediatamente successivo allo scandalo che portò all'allontanamento del manager elvetico Blatter e del suo vicepresidente Michel Platini, assolti poi in via definitiva nel 2025 dalle accuse di truffa, falso in documenti e gestione infedele per presunte irregolarità nelle assegnazioni dei mondiali di calcio in Russia e Qatar.
Per la Uefa non esistono mezze misure: “Il FFE è un accordo squallido, concluso dietro le quinte e cercato di far passare con la forza, quindi tutt'altro che trasparente". Il problema, ora, sarà “ricostruire” il “rapporto di fiducia” tra le due organizzazioni. Anche perché, avverte la confederazione europea, “pur essendo una vittoria per l’intero mondo del calcio, non deve essere la fine della storia”. Ma qual è la storia?
Cosa prevedeva il piano Fifa Forward Enterprise
Il progetto, annunciato il 28 luglio, prevedeva la creazione di una nuova entità - appunto, la FFE - destinata a raccogliere diritti televisivi, sponsorizzazioni, biglietteria e licensing dei Mondiali maschili e femminili e del Mondiale per club. Numeri alla mano: una valutazione complessiva di 20 miliardi di dollari, con quota in vendita fino al 20%, per un valore stimato di 4,2 miliardi di dollari e un incentivo alle singole nazionali fino a 40 milioni di dollari a ciascuna delle 211 federazioni affiliate, tra fondi immediati e il nuovo programma Fifa Fast Forward. Il ruolo di Gianni Infantino sarebbe stato quello di commissioner della Ffe, con controllo sui Mondiali anche dopo l'eventuale fine del mandato da presidente Fifa.
Dopo giorni di proteste - tra cui il boicottaggio annunciato dalla Uefa, l'opposizione di Afc e Concacaf, le dimissioni del consigliere Carlos Cordeiro e le critiche interne del Coo Fifa Kevin Lamour - Infantino ha annunciato il ritiro della proposta: "È emerso chiaramente che il progetto ha creato divisioni [...] Il nostro scopo è sempre stato, e sarà sempre, unire e migliorare".
Il retroscena sul fondo dietro l'operazione
A guidare il gruppo di investitori individuato dalla Fifa sarebbe stato Thrive Eternal, veicolo fondato ad aprile 2026 come holding a capitale permanente di Thrive Capital, la società di venture capital creata nel 2009 da Joshua Kushner e da lui controllata al 96,7%, con circa 50 miliardi di dollari di masse gestite. Al gruppo di potenziali investitori avrebbe partecipato anche l'ex numero uno di Liberty Media Greg Maffei, mentre JPMorgan avrebbe agito da advisor dell'operazione. Secondo alcune ricostruzioni, in trattativa per un possibile coinvolgimento risultava anche Apollo Sports Capital.
Chi è Joshua Kushner? Fratello di Jared Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump e suo consigliere, nonché figlio di Charles Kushner, nominato da Trump ambasciatore Usa in Francia. Diversamente dal fratello, Joshua Kushner mantiene un profilo pubblico più defilato: è noto anche come co-fondatore della società di assicurazione sanitaria Oscar Health e come socio di minoranza dei Miami Heat.
Le conseguenze per Infantino
Il caso lascia il presidente Fifa politicamente indebolito in vista delle elezioni previste per il 18 marzo 2027 a Rabat, in Marocco, alle quali Infantino ha già annunciato l'intenzione di ricandidarsi. Fino a pochi giorni fa la sua rielezione appariva scontata. Ora alcune federazioni potrebbero ritirare il proprio sostegno, mentre il nome del presidente della Concacaf Victor Montagliani circola come possibile sfidante. Il piano per privatizzare i Mondiali è stato ritirato, ma la partita sulla governance della Fifa e sulla fiducia verso Infantino resta apertissima.