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«Caldo anomalo in autunno in Europa (Italia compresa) e El Niño in rafforzamento», l'analisi Consorzio Lamma-Cnr

September 1, 2026

L'aggiornamento Copernicus Climate Change Service del 10 agosto, relativo a settembre–novembre 2026, mostra un segnale netto verso temperature atmosferiche stagionali elevate su gran parte dell'Europa, Italia compresa: precipitazioni più probabili nei settori meridionali e occidentali europei. Così il Consorzio Lamma-Cnr in una nota rispetto ai possibili scenari meteo del prossimo autunno.

«Ma non è possibile effettuare una previsione affidabile di autunno piovoso - precisa Francesco Meneguzzo (ricercatore Cnr-Ibe e Commissario Consorzio Lamma-Cnr) - Né dire che avremo tre mesi continuamente caldi.

Gli andamenti stagionali derivano da grandi insiemi del sistema oceano-atmosfera e differiscono dalle previsioni a breve termine. La loro affidabilità varia e non possiamo stimare oggi quantità, frequenza o distribuzione delle piogge né i singoli eventi estremi».

Caldo anomalo in autunno

Temperature generalmente sopra la media, precipitazioni inizialmente sotto la media soprattutto al Centro-Nord e poi, nelle settimane successive, per lo più vicine alla norma sono deducibili dalla più recente previsione mensile del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare per settembre, si chiarisce. Per quanto riguarda suoli e disponibilità idrica, Lamma-Cnr osserva «un quadro non uniforme». L’Osservatorio europeo della siccità, nell’analisi del 26 agosto riferita a metà mese, segnala condizioni di allerta in parti dell’Italia settentrionale, livelli di 'warning' in diverse aree del Nord e del Centro e un mosaico di condizioni più variabili altrove, con locali segnali di normalità o recupero al Centro-Sud - spiega il Consorzio - Piogge molto intense e localizzate possono quindi convivere con deficit di più lunga durata. Anche lo stato dei suoli può modulare gli effetti delle piogge, ma non in modo uniforme. 

«Dopo periodi caldi e asciutti, superfici nude, compattate o incrostate e alcuni suoli soggetti a idrorepellenza possono inizialmente infiltrare meno acqua, favorendo ruscellamento ed erosione. Ma secco non significa automaticamente impermeabile - avverte Meneguzzo - Per un maggiore rischio di allagamenti contano anche intensità e durata della pioggia, umidità antecedente, tipo e copertura del suolo, pendenza, urbanizzazione, rete drenante e condizioni dei corsi d'acqua, che sono fattori locali».

El Niño

Quanto peserà il fenomeno noto come El Niño sul prossimo andamento meteorologico? Spiega il Consorzio che, «è in rapido rafforzamento, il 13 agosto i centri di ricerca Noaa/Cpc attribuiscono una probabilità superiore al 90% al raggiungimento di un'intensità molto forte nell'autunno-inverno 2026-2027. Le connessioni con l'Europa però sono indirette, intermittenti e dipendono anche da altri elementi e dalla stessa variabilità interna dell'atmosfera. Non consentono quindi di attribuire automaticamente a El Niño il caldo previsto sull'Europa né di dedurne piogge estreme o alluvioni in Italia». In conclusione, «il Mediterraneo eccezionalmente caldo rende più energetico il contesto di partenza dell'autunno 2026 e giustifica attenzione e aggiornamenti, non un'allerta generale. Le indicazioni stagionali andranno riesaminate a ogni aggiornamento. Solo avvicinandosi alle singole fasi si potranno effettuare previsioni di maggiore probabilità».

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