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Caldo e siccità, l’antica preghiera per far tornare la pioggia: “Sant’Ireneo, pensaci tu”

August 15, 2026

Maleo, rispolverato l’antico rito religioso su richiesta degli agricoltori e di molti fedeli della piccola comunità lodigiana dove è esposta in questi giorni la reliquia del santo. Arrivò nel 1725 lungo le acque dell’Adda

Il parroco don Alessandro Lanzani in preghiera davanti all’urna dove sono conservate le spoglie di Sant’Ireneo

Il parroco don Alessandro Lanzani in preghiera davanti all’urna dove sono conservate le spoglie di Sant’Ireneo

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Maleo (Lodi) – Non resta che invocare i santi. La situazione di grave emergenza climatica, caratterizzata da un caldo insopportabile, afa opprimente e una protratta assenza di precipitazioni che sta mettendo a dura prova l’agricoltura e le risorse del territorio non solo in Italia, ha convinto la piccola comunità di Maleo a rivolgersi al loro santo le cui reliquie sono custodite in chiesa.

La tradizione

Per far fronte a questo momento di grande difficoltà, i cittadini si sono affidati, come già successo negli anni scorsi, a un’antica tradizione spirituale e comunitaria: la preghiera per invocare il dono della pioggia attraverso l’intercessione di Sant’Ireneo.

L’iniziativa, promossa dal parroco don Alessandro Lanzani, nasce dalla diretta e accorata richiesta degli agricoltori locali e di moltissimi fedeli. Domenica scorsa c’è stata l’esposizione solenne della reliquia del Santo. e, per permettere a tutti di poter far visita e rivolgere una preghiera, l’esposizione durerà fino alla fine di questa settimana.

Secoli di devozione

La devozione dei cittadini di Maleo verso Sant’Ireneo vanta radici storiche profonde e un legame simbolico singolare con l’acqua. La reliquia, abitualmente custodita all’interno della cappella di San Sebastiano, fu donata alla comunità nel 1725 dal marchese Manfredo Trecchi. Proveniente da Roma, giunse nel territorio lodigiano viaggiando lungo il corso del fiume Adda, venendo accolta nei pressi della Cascina Bosco Trecchi. Proprio questo contatto originario con il fiume ha alimentato nei secoli la consuetudine di rivolgersi a Sant’Ireneo ogni qual volta la terra soffre per la siccità.

Don Alessandro Lanzani sottolinea con chiarezza che non si tratta affatto di una pratica superstiziosa, bensì di un genuino gesto di fede e di affidamento alla Provvidenza. 

Pregare davanti alla reliquia significa riconoscere con umiltà i limiti dell’uomo di fronte alla natura e chiedere a Dio l’acqua, bene primario e insostituibile per la vita. Questo atto comunitario rappresenta anche un doveroso omaggio alla dignità, al sacrificio e alla fatica quotidiana di chi coltiva la terra, affidando con speranza i frutti dei campi e il futuro delle famiglie a una benedizione feconda.

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