Evitare di anticipare il ritorno in classe, ma soprattutto prevedere “interventi urgenti” contro l’emergenza caldo. Il Coordinamento presidenti dei consigli d’istituto della Regione Puglia ha inviato una richiesta formale al ministero, Regione, Ufficio scolastico pugliese e Province e Comuni per far fronte alle alte temperature che caratterizzeranno anche settembre, secondo le previsioni e dunque il rientro a scuola. Ventilatori, schermature solari, acqua, migliore ventilazione e soluzioni temporanee per le giornate più critiche sono le misure ritenute “necessarie e immediate”. «Ma serve anche un piano strutturale per rendere le scuole più sicure, vivibili e adeguate alle nuove condizioni climatiche. Il diritto allo studio passa anche da ambienti scolastici adeguati», dichiara il presidente, Gianfranco De Maglie
Il Coordinamento, “alla luce delle elevate temperature che stanno interessando il territorio regionale - si legge nel documento - e delle conseguenti difficoltà riscontrate all'interno degli edifici scolastici, ritiene necessario richiamare l'attenzione delle istituzioni sulla necessità di garantire agli studenti, al personale docente, educativo, amministrativo e collaboratore scolastico condizioni ambientali adeguate allo svolgimento delle attività didattiche e lavorative”.
Il rischio è che le aule scolastiche, soprattutto quelle maggiormente esposte e prive di adeguati sistemi di raffrescamento, possano raggiungere temperature tali da rendere particolarmente difficoltosa la permanenza degli alunni e del personale per diverse ore consecutive. Quindi, “in attesa degli interventi strutturali necessari, compresa l'eventuale installazione di impianti di climatizzazione, chiediamo che vengano adottate con urgenza soluzioni temporanee e sostenibili”, la richiesta.
Quali? Le proposte sono: “Installazione di ventilatori a piantana o a parete, laddove tecnicamente e sotto il profilo della sicurezza possibile; installazione o potenziamento di tende, schermature solari e sistemi oscuranti nelle aule maggiormente esposte; verifica dell'efficienza degli infissi e dei sistemi di ventilazione; organizzazione, ove possibile, delle attività nelle aule e negli spazi maggiormente freschi e ventilati; adeguata disponibilità di acqua potabile per gli studenti e il personale; possibilità di rimodulare temporaneamente le attività nelle giornate caratterizzate da temperature particolarmente elevate; monitoraggio delle temperature e delle condizioni microclimatiche degli ambienti scolastici maggiormente critici”.
Il Coordinamento, però, invoca anche interventi più strutturali, considerando che i cambiamenti climatici renderanno le estati sempre più afose e lunghe. “Riteniamo - si legge nel documento - fondamentale che, parallelamente alle misure emergenziali, venga avviato un piano strutturale di adeguamento degli edifici scolastici, prevedendo interventi di efficientamento energetico, schermatura solare, miglioramento della ventilazione e, laddove necessario e tecnicamente possibile, installazione di sistemi di climatizzazione. Non possiamo pensare che il problema del caldo nelle scuole venga affrontato ogni anno come un'emergenza. La crisi climatica e l'aumento delle temperature rendono ormai necessario considerare il comfort termico degli ambienti scolastici come parte integrante della sicurezza, della salute e della qualità del diritto allo studio”.
Per questo motivo, il Coordinamento chiede “alle Amministrazioni competenti di intervenire con la massima urgenza, individuando soluzioni immediate per affrontare l'attuale situazione e una programmazione pluriennale per rendere le nostre scuole adeguate alle nuove condizioni climatiche. Garantire una scuola accogliente, sicura e vivibile significa tutelare concretamente studenti, famiglie e personale scolastico. Il diritto allo studio passa anche attraverso ambienti scolastici adeguati, sicuri e climaticamente sostenibili”.