Lo speciale di Sky TG24 sull'ondata di caldo
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10 ago 2026 - 06:30
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© Ansa/Ipa
Alte temperature e siccità stanno mettendo a dura prova il Vecchio Continente con i corsi d'acqua che vedono diminuire il loro livello fino a valori record. Problemi a centrali nucleari e idroelettriche, disagi per gli agricoltori e alla navigazione. La situazione
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LA SITUAZIONE DEL DANUBIO
- Il caldo eccezionale e la prolungata assenza di piogge stanno mettendo in difficoltà il Danubio, uno dei principali fiumi europei. A Budapest (in foto) il livello dell'acqua è sceso a valori mai registrati prima: a fine luglio il fiume è arrivato a soli 28 centimetri, battendo il precedente record negativo di 33 centimetri del 2018. Le sponde si sono ritirate lasciando ampie porzioni di fondale scoperte.
Danubio in secca, riaffiorano relitti e ordigni bellici. VIDEO
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CALDO RECORD E SICCITÀ PROLUNGATA
- La situazione è il risultato della combinazione tra temperature eccezionalmente elevate, siccità prolungata e scarse precipitazioni. La mancanza di neve e pioggia nei mesi precedenti ha ridotto le riserve d'acqua che normalmente alimentano il Danubio durante l'estate. L'ondata di caldo ha poi aggravato il deficit idrico, facendo diminuire ulteriormente le portate lungo diversi tratti del fiume (in foto, la situazione del Danubio a Rasova, in Romania).
Danubio in secca, le foto satellitari della crisi idrica
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ALLARME IN UNGHERIA E ROMANIA
- In Ungheria il livello eccezionalmente basso del Danubio ha ridotto la disponibilità di acqua necessaria per il raffreddamento della centrale nucleare di Paks, costringendo le autorità a ridurne e poi interromperne temporaneamente la produzione. Anche in Romania il basso livello del fiume ha creato problemi agli impianti nucleari di Cernavoda, che utilizzano l'acqua del Danubio nei propri sistemi di raffreddamento (in foto, il Danubio proprio a Cernavoda, nei pressi degli impianti).
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EMERGONO RELITTI DEL PASSATO
- Il livello record del fiume sta riportando alla luce anche testimonianze del passato. In prossimità del confine tra Serbia e Croazia sono riemersi relitti di imbarcazioni affondate decenni fa, mentre in altre zone dell'Europa la siccità sta facendo riaffiorare reperti e strutture rimasti per anni sommersi (come l'auto in foto, a Batina in Croazia). Tra i casi più impressionanti ci sono i relitti delle navi tedesche affondate nel Danubio durante la Seconda guerra mondiale, alcuni dei quali potrebbero ancora contenere munizioni.
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SEDIMENTI E BANCHI DI TERRA IN CROAZIA
- Con il ritiro delle acque, in diversi punti del Danubio stanno riemergendo parti del fondale che normalmente rimangono sommerse. Le immagini che arrivano da Ungheria, Romania e Croazia (come in foto, a Batina) mostrano ampie superfici di sedimenti e banchi di terra comparsi lungo le anse del fiume. Il fenomeno è talmente evidente da poter essere osservato anche dallo spazio attraverso i satelliti Copernicus.
Danubio in secca, centrali nucleari in blackout: la situazione
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IN SECCA ANCHE ALTRI FIUMI EUROPEI
- Quello del Danubio (in foto, a Budapest) non è affatto un fenomeno isolato. La siccità sta colpendo diversi grandi fiumi europei, mentre le temperature estreme aumentano la pressione sulle risorse idriche. Il caso del Danubio mostra quanto il caldo prolungato possa avere conseguenze a catena: dall'agricoltura alla navigazione, dalla produzione di energia agli ecosistemi. Per numerosi settori economici, il livello dell'acqua è diventato un indicatore sempre più concreto degli effetti degli eventi climatici estremi.
Danubio ai minimi storici, riaffiora un relitto degli anni Trenta. VIDEO
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LA SITUAZIONE DEL FIUME PO
- Non solo il Danubio, dicevamo. Anche il fiume Po è in secca. In Piemonte, giugno 2026 ha registrato temperature medie superiori di 3,5 °C rispetto alla media storica, mentre le precipitazioni sul bacino del Po sono state inferiori del 36% rispetto alla media del periodo 1991-2020. Il caldo aumenta inoltre l'evapotraspirazione, facendo perdere più rapidamente acqua ai suoli e alla vegetazione e aggravando così lo stress idrico del territorio (in foto, il Po a Torino).
Il fiume Po in secca a Cremona. VIDEO
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ALLERTA NEL TORINESE
- Secondo i dati riportati nel mese di giugno dall'Osservatorio Anbi sulle Risorse idriche, la portata del fiume Po a Torino risultava inferiore del 58% rispetto alla media del periodo. Le scarse precipitazioni e le temperature elevate hanno contribuito a ridurre le risorse idriche disponibili, modificando anche l’aspetto del fiume e delle sue sponde. Anche aprile e maggio sono stati molto secchi, con deficit rispettivamente del 56% e del 44%.
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DISAGI NEL CREMONESE
- A Cremona (in foto) e lungo il tratto lombardo del Grande Fiume la diminuzione della portata è diventata particolarmente evidente. L'Autorità di Bacino del Po ha segnalato che, all'inizio di luglio, il livello del fiume a Cremona era ancora in calo. Poco più a valle, a Isola Serafini, la scarsità d'acqua ha avuto conseguenze anche sulla produzione di energia: a metà luglio la centrale idroelettrica è stata fermata a causa del livello troppo basso del fume. Le immagini mostrano un fiume ridimensionato, con ampie distese di sabbia e ghiaia.
Il fiume Po al suo minismo storico. VIDEO
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UN FIUME QUASI IRRICONOSCIBILE
- Nei primi giorni di agosto 2026 il livello del fiume a Cremona (in foto) è sceso fino a circa 8,5 metri sotto lo zero idrometrico, raggiungendo valori eccezionalmente bassi e superando il precedente record negativo del 2022. Anche la portata è fortemente diminuita: nei giorni scorsi è stata misurata intorno ai 193 metri cubi al secondo, contro una media storica di circa 602. Il caldo persistente e la quasi totale assenza di precipitazioni hanno ridotto le risorse idriche, lasciando scoperte ampie parti dell’alveo.
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LA SITUAZIONE DEL RENO
- La siccità non ha conseguenze soltanto sull’ambiente, ma anche sull’economia. Lo dimostra la situazione del fiume Reno, in Germania, una delle principali vie navigabili d’Europa, usato quotidianamente per trasportare carburanti, materie prime e prodotti industriali. Quando il livello dell’acqua scende troppo, le navi non possono viaggiare a pieno carico e devono ridurre la quantità di merci trasportate per evitare di toccare il fondale. Ed è quello che sta accadendo proprio sul Reno (in foto).
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PER IL RENO DATI IMPRESSIONATI
- Il dato più impressionante della crisi idrica in corso è quello del Pegel di Kaub, uno dei punti di riferimento per la navigazione sul Medio Reno: nei giorni scorsi il livello è sceso sotto i 20 centimetri, arrivando a circa 19 cm, un valore record. Il precedente minimo storico, registrato nel 2018, era di 24 cm.
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LA SITUAZIONE DELLA LOIRA
- L'allarme per il caldo estremo interessa anche la Loira, uno dei principali fiumi della Francia (in foto). Nel 2026 il Paese transalpino ha registrato una situazione idrica particolarmente critica, con giugno molto secco e caldo. Anzi, il mese successivo è stato ancora peggio: luglio 2026 è stato infatti il terzo luglio più secco mai registrato in Francia, con un deficit nazionale di precipitazioni del 70%. Questo contribuisce direttamente alla diminuzione delle portate dei fiumi, come la Loira appunto.
Caldo record in Francia, Loira quasi in secca. VIDEO
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MINACCIATE ALCUNE SPECIE DI PESCI
- L'acqua più calda contiene meno ossigeno e penalizza le specie di pesci che necessitano di acque fredde, mentre favorisce specie più adattate al caldo. Nel bacino della Loira, questa situazione sta contribuendo alla diminuzione di specie come trota e vairone. Alla stazione di Orléans, la serie storica mostra una portata media di riferimento di circa 218 m³/s, ma il minimo storico giornaliero registrato è di circa 17,7 m³/s.
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LA SITUAZIONE DEL FIUME ELBA
- Nel luglio 2026 la situazione di magra si è aggravata in diversi fiumi della Germania orientale. In Sassonia, dove scorre l’Elba (in foto), il 55% dei 147 punti di misurazione analizzati registrava portate insolitamente basse. Le autorità hanno dovuto anche rilasciare acqua da alcuni bacini artificiali per cercare di attenuare la situazione.
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