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Caldo record e incendi, doppia emergenza in Europa. Oggi si allarga la zona rossa, 7 città italiane in allerta

July 14, 2026

Il caldo non dà tregua. E con lui tornano anche gli incendi. La settimana si apre con una doppia emergenza che attraversa l'Europa: da una parte le temperature estreme, dall'altra i roghi alimentati dalla siccità e dalla vegetazione sempre più arida. L'Italia torna nella morsa dell'anticiclone africano, con il Centro-Sud che sfiora i 40 gradi, mentre la Francia affronta la terza ondata di calore in appena due mesi e la Germania fa i conti con un bilancio drammatico: 99 morti per annegamento nel solo mese di giugno.

Le città colpite

La mappa del caldo si colora sempre più di rosso. Oggi le città al massimo livello di allerta sono quattro - Firenze, Perugia, Brescia e Torino - ma domani saliranno a sette con l'ingresso di Bologna, Frosinone e Roma. Restano in arancione Ancona, Cagliari, Campobasso, Genova, Latina, Rieti, Verona e Viterbo, mentre soltanto Catania e Reggio Calabria rimangono in verde. L'ondata di calore non si arresta fino al weekend, con il picco atteso tra mercoledì e giovedì. In alcune aree della Sardegna il termometro potrebbe raggiungere addirittura i 45 gradi. L'unica area che potrebbe beneficiare di un parziale sollievo invece sarà quella alpina, dove ci sarà il rischio di temporali intensi e grandinate.

A rendere ancora più pesante l'emergenza sono le notti tropicali anche in zone tradizionalmente più fresche. Come Bolzano dove il termometro non è mai sceso sotto i 24,7 gradi. In Calabria, invece, la Protezione civile avverte che lungo le coste le minime resteranno vicine ai 28 gradi. Per questo le città iniziano a cambiare strategia. Roma che solo nel 2025 ha registrato 101 notti tropicali ha presentato il primo "Piano Caldo": cinquanta milioni di euro di investimenti nei prossimi cinque anni per oltre seicento rifugi climatici tra biblioteche, parchi, musei, fontanelle, centri anziani e piscine comunali, una piattaforma digitale consultabile online, nuove alberature, depavimentazioni e un sistema capace di monitorare temperatura e umidità strada per strada. La Capitale non è però l'unica. Bologna è stata la prima città italiana a sperimentare una rete di rifugi climatici, in totale 24, mentre Milano ha creato una rete di oltre 116 "Spazi Freschi" distribuiti nei nove municipi. Ma l'altra faccia dell'emergenza è quella degli incendi.

Allarme roghi

Solo oggi i Vigili del fuoco sono intervenuti in 260 roghi di vegetazione, dal Piemonte al Sud. Secondo Coldiretti, nell'ultimo mese sono andati in fumo quasi 9 mila ettari di boschi e terreni agricoli, mentre i pompieri stimano che la superficie complessivamente bruciata sia già aumentata del 10-15% rispetto allo scorso anno. Piemonte e Sardegna restano le regioni più colpite, ma l'emergenza si allarga anche al Nord-Est. In Friuli Venezia Giulia è stato dichiarato lo stato di «massima pericolosità». La regione ha adottato così un provvedimento che vieta l'accensione di fuochi, l'uso di fiamme libere e qualsiasi attività che possa innescare incendi. Mentre in Sicilia la Protezione civile ha diramato per oggi un'allerta per rischio incendi.

Gli effetti del caldo si fanno sentire in tutta Europa. In Francia, dove oggi si registra il picco della terza ondata di calore in appena due mesi, oltre 26 milioni di persone sono in allerta rossa in 37 dipartimenti. La Torre Eiffel, il Louvre e il Musée d'Orsay hanno anticipato la chiusura. Le celebrazioni della Festa nazionale sono state ridimensionate: cancellati oggi i tradizionali balli dei vigili del fuoco a Parigi e in altri comuni dell'Ile-de-France, mentre lo spettacolo pirotecnico ai piedi della Torre Eiffel è stato anticipato a ieri sera. Si è invece svolta regolarmente la parata militare sugli Champs-Élysées, alla presenza anche del presidente Sergio Mattarella. Il caldo e la siccità alimentano anche l'emergenza roghi in Franca: dall'inizio dell'anno sono già andati in fumo oltre 25 mila ettari di vegetazione, quasi il doppio rispetto al 2025. L'ultimo grande incendio è divampato domenica nella foresta di Fontainebleau, alle porte di Parigi. Anche la Spagna continua a fare i conti con le conseguenze del devastante rogo scoppiato giovedì scorso a Los Gallardos, in Andalusia, che ha provocato 13 morti e distrutto circa 7 mila ettari di vegetazione. In Germania, invece, il caldo presenta un altro conto: 99 persone sono morte per annegamento nel solo mese di giugno, il dato più alto dal 2003.

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