Cesenatico, 15 agosto 2026 – Il caldo torrido e la colonnina di mercurio che arriva a 40 gradi di massima, ha portato anche il mare a notevoli cambiamenti.
Oltre all’aria, in alcuni momenti poco respirabile, anche l’acqua risente del caldo africano. L’emblema di questa condizione meteo marina eccezionale, è la boa Nausicaa 2 di Arpae, che al largo di Cesenatico ha fatto registrare i 31 gradi.
Che sarebbe stata una estate impegnativa, lo si era capito già a giugno, quando Goletta Verde registrò in Romagna temperature dell’acqua attorno ai 27-28 gradi.
L’influenza del grande caldo sull’ecosistema marino è seguito dagli esperti, tra i quali Cristina Mazziotti, responsabile della Struttura oceanografica Daphne di Arpae Emilia Romagna, la quale fa il punto sulla situazione.
Gli effetti dell’anticiclone africano
“Con la motonave Daphne teniamo la situazione costantemente monitorata su tutta la costa regionale e dall’ultimo nostro bollettino evidenziamo un aumento delle temperature rispetto alla media del periodo. L’anticiclone africano, sin dall’inizio dell’estate in maniera anomala ha condizionato il clima e mantiene le temperature superficiali dell’acqua su valori elevati ed omogenei lungo l’intera costa, con medie prossime ai 29,7 gradi. Da diversi giorni localmente nelle ore più calde si registrano in superficie picchi di 31 gradi.”
La Mazziotti fa il punto anche sugli altri parametri rilevati da Daphne: “Lungo la costa si osserva nelle acque superficiali il perdurare di valori elevati di salinità, in particolare nelle aree centro-meridionali, a conferma del perdurare di ridotti apporti idrici dai fiumi regionali e dal fiume Po. Le concentrazioni di clorofilla ‘A’ rimangono medio-basse lungo tutta la fascia costiera, ad eccezione di alcune stazioni localizzate nella porzione più settentrionale, con valori più elevati associati ad una maggior presenza fitoplanctonica. La trasparenza delle acque permane medio-alta in particolare nell’area sud e rimane più bassa nella zona settentrionale, in concomitanza con i valori più alti di clorofilla”.
I pesci scappano al largo, le cozze soffrono
In molti si chiedono come influisce questo caldo torrido e afoso sulla vita degli organismi marini: “Gli esseri che possono muoversi, come i pesci, si allontanano verso il largo in cerca di acque più profonde e quindi più fredde, mentre le specie bentoniche, cioè fisse, come le cozze, sono in sofferenza e rimangono con le valve spesso serrate nel tentativo di contrastare le alte temperature fin quando riescono a resistere”.
Lo stress è la principale conseguenza delle temperature sopra la media, ma non sono i picchi il problema principale per gli organismi marini, come ci spiega la stessa Mazziotti: “In molti guardano ai record di temperatura dell’acqua di mare e prendono come riferimento i 31 gradi raggiunti, ma in realtà ciò che può influire negativamente sugli organismi marini è il perdurare per più giorni consecutivi di temperature alte ma comunque inferiori rispetto ai massimi. Le previsioni? Sino a quando l’anticiclone africano persiste, dobbiamo convivere con l’afa, ma ha le ore contate”.