Il cambio di stagione può richiedere al nostro organismo un periodo di adattamento: cambiano le temperature, diminuiscono le ore di luce e, con l’arrivo dell’autunno, anche ritmi e abitudini possono modificarsi. Non è raro, quindi, avvertire maggiore stanchezza, difficoltà a dormire bene o una sensazione generale di minore energia.
Quest’anno, inoltre, il passaggio dall’estate all’autunno è stato particolarmente graduale, con temperature ancora elevate e frequenti sbalzi termici. Anche l’alternanza tra giornate calde e più fresche può rendere meno immediato l’adattamento ai nuovi ritmi.
In questo periodo è quindi importante prestare attenzione alle proprie abitudini quotidiane, a partire dall’alimentazione. Non esistono alimenti miracolosi per combattere gli effetti del cambio di stagione, ma una dieta varia ed equilibrata, insieme a una buona idratazione e a regolari abitudini di sonno e movimento, può contribuire al benessere generale.
Ecco allora 5 cose da fare a tavola per affrontare il cambio di stagione, scegliendo ogni giorno cibi nutrienti e combinazioni che aiutino a mantenere un'alimentazione completa ed equilibrata.
Piatti autunnali.
Luc TEBOULAutunno: 5 consigli per il cambio di stagione
1. Più colori nel piatto
Le pietanze e i piatti a base di vegetali dai colori diversi stimolano il buonumore, contrastando la tristezza tipica delle giornate più corte. «Il rosso degli ortaggi e il verde delle insalate aiutano a sentirsi carichi e pieni di energia, mentre le tonalità del viola, del bianco, dell’arancio e del giallo aiutano a rilassarsi» spiega la nutrizionista Valentina Schirò. «Dal punto di vista nutrizionale ogni colore offre nutrienti differenti, utilissimi per l’organismo per sopportare meglio lo stress che si trova ad affrontare anche per via degli sbalzi di temperatura che ci possono essere all’interno di una stessa giornata».
2. Non dimenticate di bere
Una dieta sana e bilanciata non può prescindere da una corretta idratazione. «L’acqua è fondamentale per tantissime funzioni, ma anche per non rimanere a corto di magnesio, calcio e altri Sali minerali utili per ridurre gli effetti collaterali del periodo come la stanchezza, la minore concentrazione, il nervosismo e aumentare l’efficienza dell’organismo» dice la nutrizionista Valentina Schirò. «Oltre a berne almeno un paio di litri al giorno, è utile consumare spremute a base di agrumi del periodo come il mapo, i mandaranci o i mandarini, che forniscono tanti antiossidanti preziosi per il sistema immunitario».
3. Limitate gli zuccheri semplici
In questo periodo vi sentite spesso senza forze? Probabilmente riposate poco e male per via della minore produzione di melatonina, l’ormone del sonno dovuta alla minore esposizione alla luce del sole. «Una buona strategia da adottare a tavola per sentirsi più energici di giorno e riposare di notte è limitare il consumo di tutti i prodotti e i cibi ricchi di zuccheri raffinati, quindi i dolciumi, gli snack confezionati e i prodotti da forno a base di farine non integrali che favoriscono gli sbalzi della glicemia e la spossatezza».
4. Componete pasti completi e nutrienti
Una delle regole d’oro per sentirsi più carichi durante il cambio di stagione è mettere in tavola menù completi. «Spesso dietro ai malesseri che si avvertono ci sono in realtà carenze nutrizionali dovute a diete povere di nutrienti che servono all’organismo» dice l’esperta. «L’ideale in ogni pasto è scegliere carboidrati prevalentemente complessi a lento assorbimento ad esempio quelli presenti nel farro, nella pasta o nel riso integrali, da abbinare a una porzione abbondante di verdure ricche di fibre che ne riducono e ne rallentano l’assimilazione, a una di proteine, variando quelle di provenienza animale con quelle d’origine vegetale e ancora grassi buoni, mono e polinsaturi, come l’olio extravergine d’oliva, ma anche i pistacchi e gli anacardi» suggerisce l’esperta. «Sono invece da limitare quelli saturi presenti nel burro, nei formaggi, ma anche nella carne, specialmente quella in scatola o lavorata, ad esempio i salumi e gli affettati».
5. Portate in tavola le fonti di vitamina D
«La vitamina D è fondamentale per la salute delle ossa ma anche per la stabilità del sistema nervoso, del ritmo sonno-veglia e addirittura del senso di fame. Quindi sì nei menù ai cibi che ne sono fonte come il pesce e i funghi, da associare ai lipidi buoni dei semi oleosi di lino o di zucca, che oltre a facilitarne l’assimilazione, agevolano la produzione di serotonina, l’ormone del buonumore».